Treviso Servizi, «truffa» non denunciata

I vigili confermano: fatture gonfiate, danno evidente. Ma la Procura non può agire, manca la querela
Di Fabio Poloni
TREVISO 21/10/05 NUOVI CAMION TREVISOSEREVIZI camion treviso servizi
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L’ipotesi è di truffa alla Treviso Servizi, con fatture gonfiate da parte di un’azienda che smaltisce rifiuti ingombranti, ma la Procura non procede perché manca una querela formale. Un brutto pasticcio, non c’è che dire, dietro il caso emerso pochi mesi fa attorno alla società (controllata al 100% dal Comune) che gestisce la raccolta dei rifiuti.

I vigili urbani di Treviso, dopo oltre tre mesi di indagini e accertamenti, nei mesi scorsi hanno depositato autonomamente un fascicolo in Procura contenente il risultato di tutta l’attività di controllo sulle «fatture gonfiate» per il servizio di smaltimento dei rifiuti ingombranti del Cerd di San Giuseppe. L’ipotesi è di truffa ai danni della società. Nel mirino l’Ecolando di Piove di Sacco, azienda a cui - dall’aprile 2011 - è affidato l’appalto per lo smaltimento di quella frazione dei rifiuti stoccati nel centro alla dogana.

Al centro dell'inchiesta ci sono proprio le fatture rilasciate dall’azienda alla Treviso Servizi, quelle che venivano compilate ogni qualvolta la municipalizzata di Treviso conferiva del materiale da smaltire, e che secondo gli stessi responsabili del Cerd quantificavano conferimenti più pesanti di quelli effettivamente fatti. Fatture gonfiate, insomma: quello che la Treviso Servizi pesava, ad esempio, come 100, dall'azienda padovana veniva fatturato come pesasse 150. Le anomalie sono iniziate a novembre, quando la differenza tra un peso e l'altro si calcolava in tonnellate. Ma sono proseguite anche nelle settimane successive con regolarità costante ma importi minori. La municipalizzata non ha mai fatto denuncia: si è limitata a presentare ai vigili di Treviso un generico esposto in cui si chiedeva di verificare. È rimasta immobile anche dopo i riscontri, tanto da indurre le forze dell’ordine (vista la gravità del fatto) a inoltrare le carte in Procura. Non è bastato: la stessa Procura ha giudicato non procedibile l’ipotesi di reato perché manca una formale querela da parte della Treviso Servizi, che pur essendo controllata da Ca’ Sugana è a tutti gli effetti una Srl privata.

Nel fascicolo preparato dalla polizia municipale ci sono tutti i risultati delle perizie fatte negli ultimi mesi, compresi quelli delle pesate effettuate con la supervisione del personale della municipalizzata. Un lavoro che rischia di diventare inutile se la municipalizzata non si deciderà a presentare una formale denuncia. La vicenda è destinata a far discutere: il caso era arrivato anche in consiglio comunale.

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