In centro a Treviso rinasce la Pace, ma senza plateatico
Restauro dell’ala settecentesca per restituire la visuale originale, si attende il via libera della Soprintendenza. La gestione sarà direttamente di Fondazione Cassamarca

Piazza Monte di Pietà non resterà vuota. Al posto della Pace entro fine anno aprirà un caffè, gestito direttamente da Fondazione Cassamarca. Dopo le polemiche che hanno accompagnato lo “sfratto” - più precisamente è un mancato rinnovo del contratto - da parte di Ca’ Spineda di Cloakroom e Pace, ad annunciare cosa accadrà nelle prossime settimane è Luigi Garofalo, presidente della Fondazione.
«A contratto scaduto non potevamo procedere con un rinnovo automatico, lo dicono le norme. Avremmo dovuto fare un bando. Abbiamo scelto una strada diversa, ma quel luogo presto tornerà ad essere com’era storicamente. Restituendo la visuale originale della piazzetta e eliminando il plateatico», ha detto Garofalo.
Cambia la formula
La formula di gestione sarà diversa rispetto al passato, e almeno nella prima fase sarà diretta dalla Fondazione; poi potrebbe essere affidata attraverso un bando. Sui tempi di riapertura Garofalo è fiducioso: «Qualche settimana, ben prima di fine anno», puntualizza.
Cambia anche la natura dell’attività, sarà un locale principalmente diurno e legato - anche fisicamente - al futuro museo del Monte di Pietà. Colazioni, pranzi veloci, e qualche aperitivo. Vanno dimenticati invece il cocktail bar e sopratutto i tavoli all’aperto. «Era una zona di passaggio, ci si fermava da “Secondo” per un’ombra o alla Pace per un caffè. Tornerà così», chiarisce Garofalo, schernito dalle polemiche innescate dalla doppia chiusura dei locali della piazzetta.
Il museo
Sono più incerti invece i tempi per il museo del Monte di Pietà. Se l’apertura della Cappella dei rettori potrà avvenire rapidamente, e l’intenzione di Cassamarca è di renderla visitabile in poche settimane, diverso è il discorso per il restauro dell’ala settecentesca, quella appunto che al piano terra ospitava Cloakroom e Pace.
Fondazione è pronta al restauro delle facciate, ma sta attendendo il parere della Soprintendenza. Quanto ci vorrà? Anche in questo caso il presidente della Fondazione conta di partire coi lavori a breve e di concluderli entro la fine dell’anno (Cassamarca ha già stanziato circa 400.000 euro per il cantiere), più lungo il progetto per rendere fruibile tutta l’ala e collocarci invece le 32 opere oggetto della lunga contesa con Unicredit.
La grana università
Per Fondazione il 2027 e il 2028 saranno anni cruciali. Da una parte il rilancio dei teatri Eden e delle Voci, e l’apertura del museo al Monte di Pietà, dall’altra la grana dell’addio da parte di Ca’ Foscari e del Bo al quartiere latino e all’ex distretto militare. C’è un’intera area da reinventare e da riportare a reddito.
Fondazione ha già deliberato di portare in riviera un istituto di specializzazione filosofico-giuridica, come il Croce di Napoli. Una struttura d’élite dedicata al periodo post master. Ma certo non sufficiente, nei numeri, a coprire tutti gli spazi che venivano utilizzati dai due atenei.
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