Picchia compagna e infermiere, via i domiciliari: solo la firma
Era finito in carcere dopo l’aggressione a un infermiere del Ca’ Foncello. Il gip dispone l’obbligo di firma: resta aperta anche l’indagine per maltrattamenti sulla compagna

Niente più domiciliari bensì obbligo di firma per il quarantacinquenne finito in manette lunedì notte a seguito dell’aggressione ad un infermiere del Ca’ Foncello. L’uomo, originario di Latina, è tornato in libertà e dovrà presentarsi regolarmente alla caserma dei carabinieri (con frequenza da concordare con la polizia giudiziaria).
La decisione è arrivata ieri mattina al termine dell’udienza di convalida dell’arresto slittata di 24 ore a seguito di un’eccezione sollevata dal suo legale, l’avvocato Stefano Pietrobon, per un vizio di forma nella convocazione in tribunale che è stato corretto in corsa. Nel documento erano riportati gli articoli del codice penale violati, ma non il contesto in cui sarebbero stati violati (in questo caso le lesioni a personale sanitario). «Non voglio giustificarmi, ma quando lui mi ha detto che al pronto soccorso non risultava nessuna donna con il nome della mia compagna ho dato in escandescenza», ha affermato ieri l’arrestato davanti al gip Davanti Marco Biagetti.
«Pronto a scusarmi»
Lunedì notte l’accusato è andato all’ospedale di Treviso per cercare la compagna, una cinquantenne venezuelana. Quest’ultima si era presentata poco prima al triage sostenendo di essere stata picchiata dal partner facendo dunque scattare il codice rosso. «Non lo sapevo» ha ribadito ieri il quarantacinquenne dicendo di non essere a conoscenza del protocollo previsto per il codice rosa che impone al personale sanitario particolari misure a tutela della vittima.
«Quando l’infermiere mi ha detto che non c’era nessuna donna che corrispondesse al nome della mia compagna ho dato di matto, mi dispiace e sono pronto a scusarmi con l’infermiere». Quest’ultimo è stato preso per il collo e spintonato riportando lesioni per pochi giorni di prognosi.
I maltrattamenti
Ieri l’uomo ha dovuto rispondere esclusivamente dell’accusa di lesioni a personale sanitario contestata al momento dell’arresto. Resta comunque la denuncia nei suoi confronti anche per il reato di maltrattamenti alla compagna, ora oggetto di approfondimenti da parte degli inquirenti. Salvo nel caso di un’archiviazione , si procederà con rito ordinario unitamente per entrambi i reati.
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