Vendemmia, controlli dei carabinieri nel Trevigiano: sei lavoratori in nero e tre aziende sospese
Controlli dei carabinieri del NIL nel Trevigiano, soprattutto nel settore agricolo: sei lavoratori in nero durante la vendemmia, tre aziende sospese e contestate diverse violazioni sulla sicurezza

Tre aziende agricole sospese, sei lavoratori in nero individuati durante la vendemmia e 21 attività complessivamente risultate inadempienti, con sanzioni e ammende per circa 215mila euro. È il bilancio dei controlli condotti dai carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) di Treviso, con il supporto dell’Arma territoriale, per contrastare il caporalato, verificare la regolarità dei rapporti di lavoro e accertare il rispetto delle norme sulla salute e sicurezza.
Le verifiche hanno interessato soprattutto il settore agricolo. In un vigneto di Refrontolo è stata sospesa l’attività di un’azienda che impiegava tre lavoratori in nero durante la vendemmia. Analogo provvedimento è stato adottato nei confronti di un’impresa di Sarmede, dove sono stati individuati altri tre lavoratori di origine romena impegnati nella raccolta dell’uva senza un regolare contratto. A Pieve di Soligo è stata invece sospesa una terza azienda vitivinicola per la mancata nomina del responsabile del servizio di prevenzione e protezione (Rspp).
A Cappella Maggiore, in una ditta specializzata nel commercio di legname, i militari hanno individuato un lavoratore in nero mentre utilizzava un macchinario spaccalegna.
Altre irregolarità sono emerse durante i controlli nei vigneti di San Pietro di Feletto e Pederobba, dove è stato riscontrato l’impiego di personale attraverso forme di somministrazione illecita di manodopera, riconducibili a imprese agricole cosiddette «senza terra», gestite da cittadini extracomunitari. Per la vicenda è previsto il deferimento all’autorità giudiziaria dei titolari sia delle aziende utilizzatrici sia di quelle che avrebbero fornito il personale irregolare.
Le ispezioni hanno coinvolto anche le attività di Asolo, Monfumo, Tarzo, Treviso, Mogliano Veneto e Preganziol. Tra le violazioni contestate figurano l’omessa sorveglianza sanitaria dei dipendenti, la mancata formazione sulla sicurezza, l’assenza di aggiornamento del Documento di valutazione dei rischi (Dvr) e la mancata designazione degli addetti alla gestione delle emergenze.
Il bilancio complessivo dell’attività ispettiva è di 21 attività inadempienti e circa 215mila euro tra sanzioni e ammende.
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