Esplode un tubo del vapore, operaio ustionato: è in fin di vita

L’incidente sul lavoro nella mattinata di mercoledì 30 settembre al Caseificio Eurial Italia a Borso del Grappa. Il ferito è un giovane di 27 anni: elitrasportato al Ca’ Foncello, le sue condizioni sono disperate

Rossana Santolin
Il Suem sul luogo dell'incidente (foto Macca)
Il Suem sul luogo dell'incidente (foto Macca)

Grave infortunio sul lavoro nella mattinata di mercoledì 30 settembre al Caseificio Eurial Italia, in via Molinetto a Borso del Grappa. Un operaio di 27 anni, iniziali D.G. di Bassano, è rimasto gravemente ustionato in seguito all’esplosione di un tubo dell’impianto a vapore.

Secondo una prima ricostruzione, il giovane stava lavorando nelle vicinanze di una vasca a doppio fondo in pressione, utilizzata per la cottura del latte, quando il tubo che alimenta l’impianto a vapore è esploso per cause ancora in corso di accertamento.

Sul posto sono intervenuti i sanitari del Suem, anche con l’elisoccorso, i vigili del fuoco e i tecnici dello Spisal, incaricati degli accertamenti sulla dinamica dell’incidente.

L’operaio è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso. Le sue condizioni sono state descritte come disperate.

Le reazioni dei sindacati

La Flai Cgil di Treviso esprime vicinanza al lavoratore rimasto gravemente ferito nell’incidente nello stabilimento Eurial Italia di Borso del Grappa, azienda che occupa circa 130 lavoratrici e lavoratori.

«Eurial Italia è un’azienda che, anche grazie all’azione delle Rsu, sta dimostrato attenzione al tema della sicurezza», dichiara Bruno Rivoli, funzionario della Flai Cgil che segue lo stabilimento, «Proprio recentemente, nell’accordo di contrattazione di secondo livello, la sicurezza è stata inserita tra i parametri per l’erogazione del premio di risultato. È un riconoscimento importante del valore della prevenzione, che oggi deve tradursi nella massima collaborazione con gli organi di controllo per chiarire pienamente la dinamica dell’accaduto. In questo momento siamo vicini al lavoratore, ai suoi familiari e colleghi».

«Di fronte a un infortunio grave», afferma Danilo Maggiore, segretario generale della Flai Cgil di Treviso, «non ci sono mai automatismi né conclusioni da anticipare: attendiamo gli esiti degli accertamenti. Ma un principio deve essere ribadito con chiarezza: la sicurezza non può essere considerata un costo, né può essere subordinata ai tempi della produzione. Servono manutenzione regolare, formazione continua, procedure rigorose, valutazioni dei rischi aggiornate e il pieno coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori».

«Anche nei luoghi di lavoro dove esiste una cultura della sicurezza», prosegue Maggiore, «la prevenzione deve essere verificata ogni giorno, soprattutto quando si opera su impianti, tubazioni e macchinari potenzialmente pericolosi. La salute e l’integrità delle persone devono venire prima di ogni altra esigenza. Per questo chiediamo che l’indagine accerti rapidamente cause e responsabilità e che, qualora emergano criticità, si intervenga senza esitazioni per eliminarle».

«Gli infortuni sul lavoro denunciati in Veneto, nel 2025, sono stati più di 71mila. Sono 194 al giorno, sabati, domeniche e festività compresi. Sono 8 ogni ora, se si lavorasse 24 ore su 24. E stiamo parlando solo di quelli denunciati: chissà quanti sfuggono ai conteggi ufficiali. È la tabella di un fallimento, è la dimostrazione pratica che c’è qualcosa che non funziona nel nostro sistema produttivo. Perché vanno bene le scadenze, vanno bene i guadagni, vanno bene la competizione e la concorrenza. Ma è giusto pagare un prezzo così alto, in termini di vite umane, di famiglie coinvolte, di percorsi sanitari, in alcuni casi anche di processi, risarcimenti? Secondo noi occorre cambiare: lo diremo con forza tra qualche giorno, in un appuntamento della Uil Veneto a Padova dedicato proprio alla sicurezza sul lavoro». Lo dichiara il segretario generale di Uil Veneto Roberto Toigo.

«La sicurezza sul lavoro deve essere una priorità assoluta. Servono più controlli, investimenti nella formazione e nella prevenzione e un contrasto deciso a irregolarità e precarietà». È l’appello di Massimiliano Paglini, reggente della Cisl Belluno Treviso, dopo il grave infortunio al caseificio Eurial Italia di Borso del Grappa.

In vista del tavolo convocato in Prefettura a Treviso per giovedì 1° ottobre, Paglini chiede di rafforzare gli interventi per fermare l’aumento degli incidenti: «Dobbiamo costruire una vera cultura della sicurezza, fondata sulla consapevolezza dei rischi e sulla responsabilità delle imprese nel garantire formazione, strumenti e condizioni di lavoro adeguati».

Anche la Fai Cisl, con Marco Poletti, sollecita accertamenti per chiarire la dinamica dell’incidente e verificare il rispetto delle procedure. «Non possiamo accettare che, ancora una volta, una persona rischi la vita mentre sta lavorando», afferma, esprimendo vicinanza al giovane operaio, alla famiglia e ai colleghi.

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