La sfida della Toniolo Casearia: «Mani nel latte, occhi al futuro»
Nonno Tito perfezionò il mestiere nelle malghe e diede il via all’attività. La terza generazione: «Investiamo in tecnologia e puntiamo a Usa e Canada». L’azienda di Borso verrà premiata il prossimo 24 settembre a Treviso

«Siamo tutti nati con le mani nel latte». Ogni componente della famiglia Toniolo, creatrice dell’omonima casearia, è fiero di questo particolare. Ma non è l’unico aspetto che accomuna Mauro, il presidente, con i figli Lucrezia e Umberto, rispettivamente seconda e terza generazione della Toniolo Casearia.
Li lega anche la missione di garantire la qualità sopra ogni cosa e la visione secondo cui per riuscirci è necessario investire in tecnologia, superando sé stessi verso un continuo miglioramento. Ed è anche per questo motivo che l’azienda sarà tra le premiate nell’edizione 2026 del format “Una famiglia un’impresa” il prossimo 24 settembre a Treviso. «La qualità per noi è al primo posto, ma vogliamo anche sapere quello che stiamo facendo in termine di sicurezza alimentare», spiega Lucrezia Toniolo, responsabile commerciale della Toniolo Casearia di Borso del Grappa, tra le prime aziende del settore ad avere un laboratorio di analisi interno e che ha chiuso il 2025 con 35 milioni di euro di fatturato.
Tutto nasce da un furgone
A fondare l’azienda è stato nonno Battista, per tutti Tito, che subito dopo il diploma a Thiene, nel vicentino, ha perfezionato il mestiere in malghe e caseifici per scoprire ogni segreto del settore. Con il trasferimento a Castelcucco e il matrimonio con Gianna, celebrato nel 1960, nasce anche la Toniolo Casearia.
All’inizio l’attività si svolgeva tutta in un furgone o poco più. Tito girava tra caseifici e mercati del territorio alla ricerca dell’eccellenza e fornendo la consulenza a malgari e allevatori. Poi dalla teoria alla pratica. La svolta industriale è arrivata con l’ingresso in azienda di Mauro, suo figlio. Prima l’acquisto del caseificio a Selva del Montello (quello che oggi è lo stabilimento di produzione) e poi la razionalizzazione con la creazione dei reparti di produzione, della stagionatura, del confezionamento hanno fatto da spartiacque tra un prima e dopo, tra una realtà locale e un’altra con logo e sapori riconosciuti in mezzo mondo.
I numeri crescono. Aumenta il numero delle forme di formaggio prodotte, delle referenze, del numero dei dipendenti, dei milioni di fatturato. Viene fondato un nuovo polo, a Borso del Grappa, dove oggi c’è la sede istituzionale e si effettua anche la stagionatura. Cinque anni fa, con l’ingresso di Lucrezia e del fratello Umberto, deputato alla gestione interna, compreso il lato finance ed Hr, l’azienda fa un altro balzo in avanti. L’altissima componente tech, inserita sia in produzione che in confezionamento permette di alleggerire il lavoro e fare della sicurezza alimentare un cavallo di battaglia.
Il presente
Toniolo è oggi uno dei punti di riferimento del settore caseario in Italia. In un solo anno (dal 2025 al 2026) i dipendenti sono passati da 50 a 60. Quotidianamente nello stabilimento di Selva del Montello vengono lavorati tra i 1.200 e i 1.300 quintali di latte, mentre a Borso vengono stagionate circa 150.000 forme di formaggio.
«Una forma di Asiago pesa tra i 13 e 15 chili, una volta si poteva voltarne una per volta», descrive anche Lucrezia, «adesso siamo in grado, grazie alla nostra tecnologia, di rivoltare circa 60 forme di formaggio in uno o due minuti, quindi senza sforzo fisico dell’operatore. Abbiamo alleggerito il carico e velocizzato le operazioni. Nonostante questo continuiamo ad assumere, cerchiamo soprattutto ragazzi veramente appassionati del nostro settore, del lattiero-caseario e che abbiano un minimo di formazione in tal senso. Poi riconosciamo che la formazione reale avviene nel campo».
Il mercato
I formaggi Toniolo, oltre ad essere inseriti nella Gdo come private label, arrivano capillarmente in tutta Italia e in Europa. La Toniolo Casearia per il 20% esporta negli Stati Uniti e in Canada, mercati in espansione grazie al sistema brevettato di confezionamento tailor made.
«Produciamo il formaggio di cui hanno bisogno i nostri clienti, ascoltando le loro esigenze e poi lo confezioniamo esattamente come lo vogliono. Abbiamo il sottovuoto, utilizziamo la tecnica del flowpack, abbiamo inserito le ultime tecnologie e ci rendiamo disponibili anche a creare i formati. Lavoriamo su indicazione dei nostri clienti per continuare a fornire un servizio che altrimenti non troverebbero. Per noi il rapporto diretto con i nostri clienti è al centro», spiega ancora Lucrezia. Poi lo sguardo punta al futuro. «Siamo un’azienda estremamente automatizzata per quello che è il nostro settore, a cominciare dall’arrivo del latte. Quest’anno abbiamo inaugurato il nostro laboratorio di analisi interno, siamo una delle pochissime nel territorio italiano».
Il futuro
La famiglia Toniolo ha chiare quali saranno le prossime sfide. Prima tra tutto ampliare il mercato oltreoceano aumentando la percentuale di esportazione. «L’obiettivo nei prossimi cinque anni è l’ampliamento del nostro caseificio perché questo ci permetterebbe di aprirci ad altri mercati, attualmente tutto quello che produciamo, è venduto».
L’azienda dispone di vettori di proprietà per il territorio italiano e poi di vettori esterni per raggiungere i clienti oltre i confini nazionali. «Credo che essere un’azienda familiare sia un plus per noi e ci permette la riduzione dei tempi. Riusciamo a servire i clienti con tempistiche veramente da record e credo che l’automazione sia stata la spinta riuscire a farlo. Abbiamo scelto di innovare per fare un salto di qualità, per agevolare i nostri operatori ma anche per una questione di servizio al cliente». L’obiettivo è l’industria 6.0.
La sicurezza
Qualità e sicurezza alimentare sono legate indissolubilmente. «Siamo orgogliosi del nostro laboratorio di analisi interno. Per garantire la qualità, non ci deve sfuggire niente. Dobbiamo sapere in ogni momento cosa stiamo facendo, cosa stiamo producendo, quanto formaggio è presente in magazzino, a che temperature, questo riguarda il controllo e l’automazione è stata fondamentale. Semplicemente aprendo un desktop sappiamo in ogni secondo cosa succede nella nostra azienda. Lavoriamo la materia viva ed è fondamentale essere precisi e di conseguenza garantire la qualità per cui ci conoscono. Nei prossimi cinque anni continueremo in questa direzione garantire la qualità attraverso la sicurezza alimentare». Sono nati con le mani nel latte, ma con lo sguardo puntato all’eccellenza.
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