Conte punta il centro sociale Django: si valuta la chiusura

Dopo le indagini della digos seguite agli scontri di luglio al Park Dal Negroavviata la verifica sulla permanenza del centro sociale all’ex caserma Piave

A Treviso si riapre la partita politica sul centro sociale. Un anno fa l’amministrazione di Mario Conte aveva prorogato il contratto di affidamento della ex Caserma Piave di via Monterumici a Treviso all’associazione Open Piave, in cui rientra anche il centro sociale Django. Una mossa che aveva fatto infuriare i colleghi di Fratelli d’Italia, ma che l’amministrazione aveva giustificato con la compensazione _ prevista per legge _ per la sospensione delle attività legate agli anni del Covid.

Di qui lo spostamento della scadenza della concessione, prevista di fatto quest’anno e quindi rimandata. Ma ora, sia per l’avvicinarsi della scadenza di una possibile elezione, sia per ragioni di causa, il sindaco ha annunciato di aver dato mandato agli uffici di valutare se sussistano le condizioni per proseguire, già oggi, la concessione.

A scatenare l’azione di Conte le indagini della Digos e i provvedimenti emessi dopo gli scontri sotto il park Dal Negro del luglio scorso, scontri che avevano visto i militanti di Django affrontare violentemente la polizia. «Django e i collettivi ad esso collegati hanno dato più volte dimostrazione di non rispettare le regole e di mantenere un atteggiamento improntato alla contrapposizione e allo scontro. Qualsiasi rapporto con l’Amministrazione deve fondarsi sul rispetto delle regole, delle istituzioni e della città. Gli uffici svolgeranno ora tutte le verifiche necessarie. Sulla base delle loro risultanze valuteremo le determinazioni conseguenti, nel pieno rispetto delle norme».

 

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