«Togliere il nome Prosecco dal Docg». La maggioranza boccia la proposta

Un colpo di spugna alla denominazione “Prosecco Superiore”? Assolutamente no. Il nome resterà, almeno per tutti i vignaioli che vorranno palesarlo in bottiglia. La Confraternita di Valdobbiadene (presidente il Gran Maestro Loris Dall’Acqua) rende infatti noto che non è stato positivo l’esito dell’istanza consultiva “per la tutela della denominazione Conegliano Valdobbiadene docg” indetta lo scorso settembre.
IL SONDAGGIO
Sono stati consultati tutti i 2640 produttori appartenenti alla filiera, «enunciando – precisa la Confraternita – le preoccupazioni per la sempre più evidente perdita identitaria e di riconoscibilità dell’area». Ma l’istanza non ha raggiunto la maggioranza dei consensi, anche se «ha evidenziato un risultato di spessore importante». La Confraternita, pertanto, auspica che «una risposta così larga" (ma i dati vengono mantenuti nel più stretto riserbo, ndr) non venga comunque disattesa» e che il confronto già avviato con le istituzioni possa continuare «per raggiungere – viene ancora specificato – un accordo programmatico di effettiva e coerente tutela territoriale, in contrapposizione alle regole dettate da meri opportunismi e nel rispetto di chi ha sentito la necessità urgente di porre ordine alla situazione attuale». La Confraternita ricorda di aver raccolto il consenso di “significative” aziende, sia spumantistiche che vitivinicole, di viticoltori, di associazioni e di amministratori locali. Quando è stata posta l’ipotesi di lasciar perdere il nome “Prosecco” in bottiglia, numerosi produttori reagirono in modo negativo e pertanto il risultato dell’istanza veniva dato per scontato. «Mi limito a prendere atto della comunicazione» afferma Innocente Nardi, presidente del Consorzio “Conegliano-Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg”.
I QUESITI
Ben cinque i punti dell’intesa che venivano sottoposti ai vignaioli per la sottoscrizione. Il primo: il territorio della denominazione “Conegliano Valdobbiadene Docg” sia definito da confini non delineati, non sovrapposto ad altri territori o altre denominazioni, fatta eccezione per la denominazione “Colli di Conegliano”. La denominazione “Conegliano Valdobbiadene Docg”, inoltre, dovrà essere autonoma e non parte del sistema Prosecco. In altre parole, la Confraternita chiede, di fatto, la separazione netta dal Consorzio “Prosecco Doc”. Secondo punto: la denominazione “Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg” sia modificata in “Conegliano Valdobbiadene Docg”, senza nessun riferimento alla denominazione “Prosecco”. Terzo punto: la futura denominazione “Conegliano Valdobbiadene Docg” possa essere indicata in etichetta “Conegliano Valdobbiadene Docg” oppure solamente “Valdobbiadene Docg”. Altro punto, il quarto: la denominazione “Valdobbiadene Superiore di Cartizze Docg” sia modificata in “Valdobbiadene Cartizze Docg”, senza nessun riferimento alla denominazione “Prosecco”. Come ultimo punto, la Confraternita chiedeva che il consiglio di amministrazione del consorzio di tutela “Conegliano Valdobbiadene Docg” fosse composto esclusivamente da soggetti che rappresentano aziende aventi interessi produttivi e commerciali rivolti prioritariamente alla denominazione “Conegliano Valdobbiadene Docg”, minimo al 51%, ritenendo questa una condizione fondamentale per escludere possibili conflitti di interesse. —
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