Tentato omicidio il cingalese non parla e resta in carcere

spresiano. Resta in carcere l’operaio cingalese di 37 anni arrestato dai carabinieri sabato sera per il tentato omicidio della moglie di 42 anni. L’uomo si è avvalso ieri della facoltà di non rispondere alle domande del giudice e resta dunque a Santa Bona. Le condizioni della donna sono invece migliorate, tanto che è stata dimessa dall’ospedale Ca’ Foncello.

L’uomo, alterato dall’alcol, ha aggredito la donna in camera da letto con un coltello da cucina, cercando di colpirla alla testa. La donna s’è difesa, cercando di ripararsi con i cuscini. Poi è riuscita a scappare e una volta all’esterno della palazzina dove abita, ha chiesto aiuto ad un paio di passanti. È stato a quel punto che sono intervenuti prima i carabinieri della stazione di Spresiano e poi soccorritori del 118. La donna è stata ricoverata all’ospedale mentre l’uomo è finito in manette su disposizione del pubblico ministero di turno Anna Andreatta.

Lo straniero (difeso dall’avvocato Katia Falcomer) si è presentato davanti al giudice per la convalida dell’arresto. Il fatto risale alla prima serata di sabato. Erano da poco passate le 19.30 quando due cittadini, che passeggiavano per piazza Rigo, vedono una donna uscire da una palazzina, con il volto pieno di sangue, che in lacrime chiede aiuto. I due passanti capiscono subito che la gravità della situazione è chiamano il 118.

Sul posto nel frattempo interviene una pattuglia dei carabinieri della stazione di Spresiano che si trova a due passi da piazza Rigo. I carabinieri cercano di calmare la donna, in attesa che arrivi l’ambulanza, e dopo aver saputo a grandi linee quello che era successo poco prima, decidono di fare irruzione nell’appartamento dove l’uomo s’è asserragliato assieme ad altri familiari. Il timore della donna era che potesse fare ancora del male nei confronti di chi era rimasto dentro. Constatata la grave situazione, i militari dell’Arma hanno deciso di agire.

Dopo aver intimato senza esito di aprire la porta, i carabinieri l’hanno sfondata ed hanno fatto uscire gli altri familiari. Poi, successivamente, hanno immobilizzato l’aggressore, un incensurato, da vent’anni anni in Italia, di professione autista. L’uomo aveva nascosto il coltello da cucina sporco di sangue sotto il letto. Nella camera sono stati trovati i segni della brutale aggressione. Dopo aver opposto resistenza, l’uomo è stato portato in caserma e arrestato con le accuse di tentato omicidio e resistenza. —

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