Bus soppressi per la casa di cura Giovanni XXIII: «Costi elevati e pochi utenti»
Il servizio di collegamento tra Meolo, Monastier e Roncade era stato avviato nel 1995 e finora veniva finanziato dai Comuni. Il sindaco Pavan: «Il contributo andrà alle associazioni che accompagnano gli anziani»

Costi di esercizio troppo elevati a fronte di una frequentazione dell’utenza che è calata negli anni. L’Atvo, d’intesa con la Città Metropolitana, ha deciso di sospendere le 5 coppie di corse bus di collegamento tra Meolo, la casa di cura Giovanni XXIII di Monastier e Roncade. Le corse soppresse, integrative ai servizi minimi, avevano frequenza feriale e venivano svolte per lo più nelle cosiddette fasce orarie di “morbida” (quando l’utenza è minore) del mattino dalle 8.15 alle 11.45 e del pomeriggio, dalle 15 alle 16.40.
Servizio attivo dal 1995
L’istituzione del servizio integrativo di autolinea tra Meolo, Monastier e Roncade risaliva al 1995, quand’era stata siglata una convenzione tra i tre Comuni e l’Atvo. Per sostenere la tratta, le tre Amministrazioni comunali versavano all’Atvo un contributo complessivo di quasi 10 mila euro, a parziale copertura finanziaria del servizio. Per l’esattezza, 9.788 euro, di cui 1. 957 a carico di Meolo. Troppo poco, però, per sostenere i costi della linea, il cui bilancio nel tempo è andato in profondo rosso.
«Il servizio si era reso necessario per portare i cittadini meolesi, e non solo, alla casa di cura di Monastier», spiega il sindaco Daniele Pavan, «Un collegamento rivolto soprattutto agli anziani e a chi non ha l’auto e doveva andare a fare una visita oppure un esame. Per cui questo servizio è sempre stato in perdita dal punto di vista economico, tanto che i Comuni contribuivano ogni anno. Tuttavia il costo della tratta è assai maggiore rispetto alla quota di contribuzione degli enti. Purtroppo questa soluzione, visti gli importi in gioco notevoli, non è più affrontabile per dare continuità al servizio».
La sospensione chiesta da Atvo
Atvo ha presentato l’istanza per la sospensione della tratta alla Città Metropolitana, evidenziando che l’analisi delle frequentazioni medie sviluppate dalle corse nell’ultimo trimestre del 2025 era di uno o due passeggeri al giorno.
Dopo aver sentito i Comuni con una conferenza dei servizi, la Città Metropolitana ha dato l’assenso alla sospensione per «evitare il protrarsi di una gestione strutturalmente in perdita, non sostenibile sotto il profilo economico».
Resta il problema per chi è senz’auto di raggiungere la casa di cura. Il Comune di Meolo ha deciso di sopperire destinando il contributo a supporto del servizio che svolgono le associazioni di volontario per trasportare in auto, su richiesta, i malati. «Si toglie un servizio, ma se ne creerà un altro a domanda, se vogliamo anche più efficiente e puntuale», conclude Pavan, «È una soluzione da costruire, ma è un servizio già attivo svolto dai volontari dell’Associazione anziani per trasportare chi ha bisogno, chi non è automunito, negli ospedali. A maggior ragione adesso valuteremo come potenziare questa soluzione, per dare una risposta ai cittadini». —
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