Strage dei ragazzi. Le mamme: «Tutte insieme per i nostri figli strappati»

Romina Laugeni, madre di Riccardo una delle 4 vittime di luglio a Jesolo, lancia un appello: «Stringiamoci tutti insieme attorno alle famiglie ferite da queste tragedie Per fare in modo che non accadano ancora»
SCATTOLIN - TOMMASELLA - SAN DONA' - LAUGENI ROMINA
SCATTOLIN - TOMMASELLA - SAN DONA' - LAUGENI ROMINA

Musile di Piave. La peggiore della sorte per un genitore è quella di sopravvivere al proprio figlio. Una sorte che, anche nel Veneto, ogni settimana allarga la pattuglia dei genitori di ragazzi morti sulla strada.

«Non possiamo attendere altre morti, dobbiamo fare qualcosa»: Romina Laugeni, la mamma di Riccardo Laugeni, uno dei quattro ragazzi di Musile morti la notte del 13 luglio nel canale di via Pesarona a Jesolo, non sa esattamente cosa. Se una fiaccolata, una manifestazione, un momento d’incontro o di preghiera. Ma chiede che si faccia qualcosa per impedire nuove stragi.

Da poco è rientrata da una visita ai genitori di Giulia Bincoletto, la 25enne morta sabato notte insieme a Chiara e Matteo. La donna ha abbracciato la mamma di Giulia, la signora Valentina, il papà Bruno e la figlia Martina, condividendo il dolore. Un incontro importante per tutti perché ha permesso di sfogare il dolore cercando di fare qualcosa per altre famiglie che non devono essere lasciate sole. Romina si è svegliata ieri mattina presto venendo a conoscenza di un altro giovane morto sulla strada (ieri a San Donà). La tragica lista continua e per lei è sempre una fitta al cuore, un dolore che si risveglia.

«Dovremo trovare la forza di spiegare a Chris che la sua mamma non c’è più»


Ora, timidamente, vorrebbe promuovere qualcosa, una manifestazione, una fiaccolata, un momento che coinvolga l’intera comunità. «Sarebbe bello organizzare una manifestazione», dice Romina, «prima di Natale oppure dopo le feste se la gente ha troppi impegni, coinvolgendo le città, le istituzioni, le associazioni di volontariato, per sensibilizzare i giovani e le famiglie in un momento in cui tutti stiamo prendendo coscienza che questi incidenti ci stanno strappando i figli». —

Giovanni Cagnassi


 

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