Crash test davanti a 600 studenti: così si impara la sicurezza stradale Treviso
Al Drive Camp di San Liberale la simulazione di un incidente davanti ai ragazzi delle superiori. «Un rumore impossibile da dimenticare». La Provincia investe sulla prevenzione dopo mesi segnati da incidenti mortali

Un tonfo sordo. «Non immaginavo potesse essere così forte, sarà difficile da dimenticare». Viola non ha ancora preso la patente. Fino a venerdì 13 marzo mattina non aveva neppure mai assistito a un incidente stradale. Per la prima volta ha sentito il colpo secco di un corpo centrato da un’auto e scaraventato dal parabrezza all’asfalto.
Fulmineo, quasi ovattato, ma sufficiente a gelare lei e altri seicento studenti radunati lungo la strada. Fortunatamente era solo un crash test. Simulato, ma tremendamente realistico. In pochi secondi davanti agli occhi dei ragazzi si è materializzato ciò che spesso rimane solo un numero nelle statistiche: la violenza di un impatto, il rischio di una distrazione, il peso di una scelta sbagliata fatta al volante.

Le simulazioni in strada
Seicento sguardi puntati sulla strada. Ogni fase dell’incidente ricostruita nei minimi dettagli. Dal momento dello schianto all’arrivo delle forze dell’ordine, dalla chiamata al Suem 118 fino all’intervento dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine. Al centro della scena un manichino, vittima dello scontro, per dimostrare cosa può accadere quando si sottovalutano le regole o si abbassa la soglia dell’attenzione. Il tutto scandito da spiegazioni tecniche e scientifiche per mostrare con chiarezza le conseguenze di una scelta imprudente.

Venerdì 13, nel parcheggio di San Liberale, è tornato il Drive Camp. La Federazione Motociclistica Italiana ha proposto per il secondo anno di fila una mattinata di simulazioni dedicata a seicento studenti delle scuole superiori che si affacciano alla guida.
L’iniziativa, promossa dalla Provincia di Treviso per la campagna Sos Guida Sicura, cade in giornate segnate da una lunga scia di incidenti mortali nella Marca. Nove vite spezzate in tre mesi, due solo nell’ultima settimana.
«La sicurezza stradale passa attraverso gli occhi di ognuno di noi», puntualizza il professor Marino Biscaro, formatore in strada per il Drive Camp, «per evitare un incidente o limitarne i danni, occorre pensare alla strada con i principi della fisica e della meccanica. Questa è la chiave per una prevenzione efficace».
Provincia in prima linea
Centomila euro per la sicurezza stradale. È quanto la Provincia è riuscita ad ottenere del bando nazionale promosso dall’Unione province italiane “Mobilità Sicura”, finanziato con il Fondo contro l’incidentalità notturna gestito dal Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri. A questa iniziativa, nata per affrontare il tema della prevenzione dell’incidentalità, hanno partecipato in più di trenta tra istituzioni, azienda sanitaria, autorità, polizie locali e compagnie assicurative. per costruire una rete territoriale e ridurre il numero degli incidenti, dei costi economici, sociali e sanitari legati ai traumi stradali.
Ma anche per sensibilizzare la comunità. Dalla primavera 2025 sono state realizzate quaranta lezioni di sicurezza stradale per cinquemila studenti delle scuole superiori. E noi della Tribuna di Treviso abbiamo raccontato l’iniziativa passo passo con il progetto Scrivi quando arrivi.
«Con le simulazioni pratiche del Drive Camp completiamo un ciclo di appuntamenti negli istituti del territorio», osserva il presidente della Provincia di Treviso Marco Donadel, «da oltre vent’anni portiamo stiamo portando avanti un impegno costante sul fronte della sicurezza stradale per ridurre l’incidentalità, soprattutto quella mortale. Nel 2025, abbiamo assistito a un calo di quasi il 50% delle vittime nel territorio provinciale, ma questo non deve farci abbassare la guardia».
La testimonianza di due mamme
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