«Dovremo trovare la forza di spiegare a Chris che la sua mamma non c’è più»

L’incidente di Santa Maria di Sala. A Preganziol il dramma dei genitori di Greta investita in moto. S’indaga per omicidio stradale

PREGANZIOL. Poche parole rotte dal dolore e dal peso delle sfide che ancora rimangono da affrontare. I genitori di Greta Benedetti, vittima di un tragico incidente avvenuto domenica mattina a Santa Maria di Sala, lavorano entrambi nell’ambito sanitario.

Il papà Franco è rianimatore, la madre Silvia Gherlenda è infermiera del 118 nel Veneziano: «Andiamo a soccorrere», commenta la madre.

Vivono da tempo a Preganziol, nella frazione di San Trovaso, in via Vittorio Veneto. Sono abituati a salvare vite, ad affrontare le situazioni più difficili. Ma stavolta non c’è niente da fare. Anche la giovane Greta, ragazza madre, 24 anni, deceduta quasi sul colpo dopo essere stata disarcionata dalla sua moto lungo la Noalese, amava quel lavoro. «Era un oss (operatore socio sanitario, ndr), aveva lavorato anche in ambulanza a Treviso», ricorda la madre, «Davanti a sé aveva tanti sogni, speranze, aspettative».

Solare e determinata, chi la conosce la descrive così. A volte usava proprio l’autoambulanza per andare a prendere il piccolo figlio a scuola. Ora oltre al peso della perdita, prematura e improvvisa, per i due genitori si aggiunge anche la responsabilità di educare e crescere il nipotino, rimasto orfano di madre e di un padre che non c’è mai stato. «Stiamo vivendo un momento tremendamente difficile», commentano, «C’è un bambino di 6 anni che l’aspetta e dobbiamo trovare le parole per dirgli ciò che è accaduto».



Il tragico incidente di domenica mattina, parte di una dolorosa strage avvenuta negli ultimi giorni sulle strade del Veneto, lascia in molti senza parole. «Quello che sta accadendo lascia interdetti», commenta anche il parroco di San Trovaso Don Daniele, «È necessaria una riflessione sul nostro modo di stare in strada. Tutta la nostra comunità, dalle maestre e delle altre mamme, è profondamente segnata da questi fatti».

«Ho visto l’incidente dallo specchietto», racconta il compagno di Greta, Samuele Giampietri, 24 anni, di Santa Lucia di Piave, «ma nella mia mente ora è tutto annebbiato. Ha fatto un volo ed è caduta sull’asfalto, la sua moto poi ha urtato un’altra macchina che proveniva in senso opposto». Greta e Samuele si erano conosciuti pochi mesi fa, a Conegliano all’Expo motori, il 15 settembre, per una passione che li aveva fatti incontrare e condividere momenti felici. Doveva essere così anche domenica scorsa, verso la Fiera di Padova. «Le avevo detto di montare con me», ricorda il compagno, «ma lei aveva preferito venire con la sua moto, una Mt-07 Yamaha».


Auto contro scooter: Preganziol piange la morte di Greta, giovane mamma di 24 anni
DE POLO - DINO TOMMASELLA - PORTOGRUARO - ARRIVO E PARTENZA DELL'ELICOTTERO E VEDUTE DELLA SUPERFICE DI ATTERRAGGIO


La dinamica dell’incidente è attualmente al vaglio degli inquirenti. Rimane ancora da definire la data dei funerali: «C’è un’inchiesta per omicidio stradale», spiega la madre, «attendiamo il nulla osta del magistrato». Ci vorranno giorni. Ieri anche il fidanzato è stato sentito dagli inquirenti. Di Greta, per molti, rimarrà il ricord, di una vita che l’ha vista crescere a San Trovaso, frequentare i corsi di nuoto sincronizzato alla piscina Stile Libero e lavorare per qualche tempo anche nella struttura di Casa Codato della Cooperativa Castelmonte, educando da sola il suo amato figlio Chris e scegliendo l’indipendenza. Viveva nella frazione di Frescada, vicino alla casa dei nonni, tanti sogni nel cassetto e una fine arrivata troppo presto.

Greta è stata centrata in pieno mentre viaggiava a bordo della sua moto. Un impatto tremendo, reso poi fatale da un secondo urto con una macchina che arrivava in senso opposto. La Procura di Venezia ha intenzione di vederci chiaro sull’accaduto. E soprattutto sulle motivazioni che hanno provocato quel primo impatto. È infatti indagato per omicidio stradale il conducente della Opel Insignia che ha attraversato la Noalese, all’altezza di via Veronese, colpendo poi in pieno la ragazza. Inevitabile poi l’impatto con la Volkswagen Golf che ha preso la giovane in un secondo momento. Per quest’ultimo automobilista, non è stato aperto nessun fascicolo.

Sotto la lente di ingrandimento finisce ancora una volta la Noalese. La cui pericolosità viene confermata dall’ennesima tragedia che si registra sul suo asfalto. Se si pensa alla Noalese, infatti, si pensa in automatico al traffico dei camion, delle auto, delle moto. Domenica, quando la povera Greta ha perso la vita, non viaggiavano i mezzi pesanti, ma la regionale resta pericolosa per i lunghi rettilinei che congiungono i vari centri. Lo stesso vale per quello tra Stigliano e Santa Maria di Sala, dove due giorni fa si è consumato il tragico schianto. Un po’ tutto il segmento che attraversa il Veneziano, da Scorzè, al confine con Zero Branco, a Santa Maria di Sala, quasi a Padova. —


 

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso