Strade vecchie nella Marca, Carron: «Chi investe ha bisogno di servizi efficienti»

La visione di Paola Carron, presidente di Confindustria Veneto Est: «Per essere competitivi abbiamo bisogno di risposte rapide sul territorio»

Lorenza Raffaello
Paola Carron, presidente di Confindustria Veneto Est
Paola Carron, presidente di Confindustria Veneto Est

«Se vogliamo che le imprese del territorio di Confindustria Veneto Est continuino a competere e creare valore, dobbiamo partire da ciò che oggi è davvero necessario per sostenere il sistema produttivo. Le nostre aziende non chiedono scorciatoie, ma condizioni adeguate, tempi certi e un contesto che accompagni gli investimenti invece di rallentarli», Paola Carron, presidente di Cve, guarda avanti e quello che vuole vedere è un percorso libero da ostacoli. E non in senso lato.

«Il primo tema che emerge con forza è quello delle infrastrutture fisiche e immateriali: una rete viaria e logistica efficiente, connessioni digitali affidabili, datacenter, servizi essenziali che funzionino con tempi compatibili con le esigenze dell’impresa. Oggi, troppo spesso, chi investe si trova a fare i conti con attese molto lunghe per l’attivazione delle connessioni e dei servizi necessari alla produzione. Questo rappresenta un limite concreto alla competitività, soprattutto in una fase in cui la velocità decisionale e operativa è un fattore chiave sui mercati globali».

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Accanto a quello delle infrastrutture, la presidente accosta il tema delle persone e delle competenze. «Alle imprese servono professionalità qualificate, competenze tecniche, digitali e manageriali capaci di sostenere l’innovazione e governare il cambiamento. Il capitale umano è la vera leva competitiva del nostro territorio: senza competenze non c’è crescita, non c’è innovazione, non c’è futuro. È necessario lavorare in modo strutturato su formazione, orientamento e attrattività, affinché il territorio continui a essere un luogo in cui le persone scelgono di lavorare e di costruire il proprio percorso professionale».

L’associazione degli industriali ha condiviso la volontà di Katia Da Ros nel coinvolgere le istituzioni del territorio, affinché proprio il territorio accresca il valore grazie a questa sinergia. «Nel territorio trevigiano esistono distretti produttivi noti in tutto il mondo come quello del Prosecco, lo sportsystem, il legno arredo e Inox. Eccellenze che per continuare ad essere tali devono essere sostenute. I Giochi Olimpici e Paralimpici invernali di Milano Cortina 2026 rappresentano un’opportunità straordinaria: accendono un faro, un riflettore internazionale sull’eccellenza del nostro territorio e, in particolare, sul distretto dello sport system.

Un comparto formato da oltre 740 imprese, quasi 8.000 addetti e un valore della produzione che si aggira intorno ai 3 miliardi e 200 milioni di euro e che esprime competenze industriali, progettuali e produttive di altissimo livello e che può diventare una vetrina globale del saper fare trevigiano. Ma perché questa occasione non resti solo un evento, è fondamentale che il territorio lavori come Sistema, creando una vera connessione tra infrastrutture, imprese e competenze».

E poi i desiderata: «È indispensabile superare i limiti di una burocrazia ancora troppo complessa e spesso distante dalle esigenze dell’economia reale. Servono procedure più semplici, tempi certi, regole chiare. Non per ridurre le tutele, ma per rendere il sistema più efficiente e coerente con la realtà delle imprese che competono ogni giorno sui mercati internazionali. Il nostro compito, come sistema economico e istituzionale, è lavorare insieme con visione e responsabilità, per mettere le imprese nelle condizioni di continuare a investire, innovare e crescere». 

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