«È finita l’ideologia della globalizzazione, ora viviamo in un mondo caotico»: la lettura geopolitica di Tremonti

Il mondo resta interconnesso, attraversato da container, reti digitali e flussi di informazioni, ma l’ideologia della globalizzazione è finita. È questa la tesi al centro dell’intervento di Giulio Tremonti, ospite di Opendialogues, che offre una lettura netta dei cambiamenti geopolitici ed economici in atto. Secondo Tremonti, il punto di rottura va collocato nell’autunno del 2021, in occasione del G20 ospitato dall’Italia sotto il governo di Mario Draghi. «La formula era People, Planet, Prosperity: più globalista di così si muore», osserva. Eppure, già allora mancavano due attori fondamentali come Russia e Cina. «Quattro mesi dopo è scoppiata la guerra in Ucraina. Questo dice molto su chi ha governato finora: turisti della storia». Non è dunque finito il mondo globale in senso materiale, ma l’idea che il mercato fosse sopra tutto e il resto sotto. «Quello che comincia ora – sostiene – è un mondo relativamente caotico»

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