Stop ai tir, Electrolux manda tutti a casa

SUSEGANA. Incandescente il clima all’Electrolux di Susegana. Ieri è accaduto ciò che nella storia della fabbrica non era mai prima successo: i lavoratori hanno protestato contro gli esuberi, bloccando l’ingresso ai camion, e l’azienda, dopo 6 ore, ha deciso di mettere in libertà operai ed impiegati. Il motivo? Mancanza di rifornimenti. «Un clamoroso, inaudito pretesto», si sono subito inalberati i delegati di Fiom Cgil, Fimn Cisl e Uilm Uil. A mezzogiorno, dunque, gli addetti al primo turno sono usciti e hanno sostato sul piazzale fra la portineria e la palazzina degli uffici direzionali, attendendo decisioni, mentre venivano distribuiti caldarroste e vin brulè. Non ricevendole, alle 14, ovvero a fine turno, hanno lasciato lo stabilimento. A quella stessa ora, però, sono arrivati i loro colleghi del secondo turno. Anziché fiondarsi presso le linee di montaggio, essendo chiuse per ordine della direzione, hanno occupato pacificamente la scalinata d’ingresso della direzione è lì sono rimasti per ore. Hanno lasciato la fabbrica solo alle 22, l’ora di fine turno.
«Non ce ne siamo andati, perché noi volevamo lavorare», hanno spiegato, «e, siccome l’azienda non ce l’ha permesso, chiediamo di essere comunque retribuiti». C’è stato anche un formale scambio di lettere fra la direzione e le Rsu. Con queste ultime che hanno scritto alla controparte che la giustificazione della chiusura delle linee era irricevibile. Secondo Paola Morandin, l’anima delle proteste di questi giorni, «per la prima volta Electrolux ha violato clamorosamente lo Statuto dei lavoratori». Per tutta la giornata, quindi, fin dalle 5 del mattino, lo stabilimento suseganese è rimasto off limits. Nessun camion è potuto entrare. Gli autotrasportatori si sono armati di pazienza ed hanno atteso, peraltro solidarizzando anche loro con le tute blu ed i colletti bianchi in agitazione.
In poche ore i piazzali si sono riempiti di tir e a quel punto la polizia locale e gli agenti della Digos hanno cercato altri parcheggi, più lontano, per far sostare i camion. Nessun momento di tensione ha attraversato la giornata, neppure quando i delegati Rsu sono stati chiamati in ufficio per ricevere dal management la comunicazione che tutti i lavoratori dovevano ritenersi in libertà. Assoluta sorpresa, ovviamente, da parte dei rappresentanti del sindacato. Sorpresa ed ironia, perché i magazzini non erano vuoti di materia prima. «I lavoratori stiano tranquilli: con le buone o con le cattive la giornata di lavoro sarà pagata a tutti», conclude Paola Morandin.
Se, infatti, nella busta paga del 10 novembre non comparirà la giornata di ieri, fatte salve le ore di sciopero, da parte delle Rsu vi sarà impugnazione. Intanto il consigliere regionale Pietrangelo Pettenò, con una lettera inviata a tutti i consiglieri regionali, ne sollecita l’adesione alla richiesta di convocare una seduta straordinaria del Consiglio veneto sulla vicenda Electrolux.
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