Stazione, maxi tubo tranciato dal cantiere: il tunnel si allaga ancora

Lo scavo per l’accesso pedonale dalle mura ha tagliato la condotta di scarico, da allora le pompe lavorano per aspirare l’acqua, ma non sempre bastano. Serve ricostruire il manufatto. Zampese: «Abbiamo già diffidato Rfi»

Federico De Wolanski
Il sottopassaggio allagato
Il sottopassaggio allagato

 

Mercoledì, per l’ennesima volta, il sottopassaggio pedonale della stazione dei treni di Treviso è andato sott’acqua. Parliamo del tunnel rifatto l’anno scorso dopo cinque mesi di chiusura dovuti proprio agli allagamenti, lo stesso tunnel che poco dopo l’inaugurazione si era riempito nuovamente d’acqua.

Quella volta, si disse, per una svista nei collegamenti di uno scarico. In realtà il problema è ben diverso.

L’acqua alle 6.00

Il temporale dell’altra sera ha caricato moltissima pioggia sulla città. La stazione era chiusa, quando ha riaperto, all’alba, a dare il benvenuto ai primi pendolari diretti a lavoro sono stai cinque centimetri d’acqua all’interno del tunnel pedonale che porta ai binari. Quello “nuovo di zecca”, almeno dallo scalo alla curva di San Zeno.

L’acqua ha riempito buona parte del sottopassaggio, compresa sia in direzione sud che in direzione nord, allagando la parte recentemente costruita per un lunghissimo tratto. Proteste a go go tra i trevigiani diretti ai treni e costretti o a bagnarsi, o a rifare il giro a cui erano stai abituati l’anno scorso proprio dalla chiusura del tunnel per i lavori di ripristino che avrebbero dovuto mettere la parola fine agli allagamenti. Un lavoro di fatto a metà.

Il fiume d’acqua

Gli allagamenti, come era chiaro fin da subito, non erano causati da un problema del tunnel, che mai prima di allora si era allagato. La ragione stava a monte, e ovviamente nel cantiere di Rfi per ovvie conseguenze logiche e coincidenze temporali.

I lavori fatti nel sottopassaggio hanno sì sistemato alcuni sottoservizi, ma non hanno certo risolto la falla che dopo mesi di ricerche e analisi (acque colorate, sonde, cartografia e chi più ne ha più ne metta) è stata individuata a monte dello scalo. Dove? All’altezza dei lavori per lo scavo del nuovo accesso nord del tunnel pedonale che collega la stazione alle mura passando sotto il Put.

La condotta tranciata

Nella realizzazione delle pareti del nuovo ingresso, lì dove c’è il bar-tabacchi affacciato sul canale della Polveriera, Rfi ha tranciato una condotta di scarico di acque meteoriche da ben 80 centimetri di diametro che convogliava la gran parte delle piogge della stazione permettendo di scaricarle nella fossa sotto le mura.

I colpi di benna prima e il cancestruzzo pompato nel terreno poi hanno interrotto lo scarico creando un tappo che ha mandato ko la stazione. Ai lavori del sottopassaggio si è aggiunto il posizionamento di nuove pompe per il prelievo dell’acqua, «ma non è ancora seguito il ripristino della condotta che è stata rotta nel cantiere» ha ammesso l’assessore ai lavori pubblici Sandro Zampese, «abbiamo chiesto che il lavoro venga eseguito in tempi brevissimi, e ieri ho mandato l’ennesima diffida a Rfi per quanto accaduto, un disagio temporaneo, visto che il sottopassaggio alle 8 era nuovamente transitabile, ma di fatto non tollerabile».

Lo scavo pieno d’acqua

Non avendo più lo scarico a nord (da tempo), le pompe son andate in sofferenza e il tunnel si è allagato. Quando ieri mattina ha smesso di piovere e le pompe sono tornate a regime, sono riuscite ad aspirare l’acqua anche dal tunnel.

Se in stazione si è così tornati alla normalità verso le otto del mattino, altrettanto non può dirsi della zona di cantiere attiva proprio lì dove c’era la condotta tranciata. L’acqua ha invaso lo scavo costringendo Rfi a far girare le idrovore per un’ora per avere ragione dell’acqua arrivata probabilmente lì sia dal cielo che dalla vecchia condotta tranciata. La quantità d’acqua prelevata e scaricata sotto le mura ha tinto di marrone il Canale della Polveriera a lungo.

La soluzione, senza data

Il Comune spinge perché venga ripristinata la condotta di scarico «quanto prima». Per farlo «va realizzato un bypass scavando l’area attorno al nuovo accesso al sottopassaggio lato mura» spiega l’assessore ai lavori pubblici, quello dove le reti che circondano i lavori in corso si sono allargate fino a nascondere totalmente l’accesso al bar (si è munito di un cartello posto su una sedia) per risolvere l’emergenza.

Lì c’è una ruspa a lavoro, e a terra ci sono i grandi tubi di cemento che dovranno essere posati in sostituzione della condotta distrutta. Non è chiaro però se Rfi interverrà a stretto giro o deve attendere altre lavorazioni.

«Fino a quel momento però» allarga le braccia Zampese, «non c’è assicurazione che le pompe bastino ad aspirare la pioggia, in caso di grandi eventi come quello avvenuto nella notte tra martedì e mercoledì» ha ammesso ieri. Di fatto quindi, per avere un sottopassaggio al 100% asciutto, fino all’esecuzione dei lavori c’è solo da sperare in piogge deboli e poco persistenti.

 

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