Stanley Tucci dà l’addio all’Oca Bianca: «Grande tristezza»

La star di Hollywood aveva provato la trattoria che ha lasciato a fine marzo: «Il miglior ristorante in cui sia mai stato in Italia», aveva detto in un video. Nelle scorse ore  la scoperta dello stop e il nuovo messaggio: «Speriamo riapra»

Federico Cipolla
Stanley Tucci all’interno del ristorante
Stanley Tucci all’interno del ristorante

Quell’insegna staccata dalla parete e appoggiata a terra non è solo una ferita per la città. L’attore Stanley Tucci ha dedicato un post all’addio della Trattoria all’Oca Bianca, «uno dei migliori ristoranti in cui sia mai stato in Italia», aveva detto ancor prima di tornare in città per le riprese del programma Tucci in Italy.

E proprio ieri ripubblicando sui social quel ricordo, ha saputo delle chiusura. «È triste sapere che questo ristorante meraviglioso è stato chiuso. Non conosco il motivo ma spero che un giorno possa riaprire in un altro luogo», ha commentato l’attore del Diavolo veste Prada.

La trattoria ha chiuso il 31 marzo, dopo oltre 100 anni di attività perché il proprietario dell’immobile ha cambiato piani per il locale e non è stato trovato l’accordo per rinnovare l’affitto. Gigi Chiarelli, nipote della leggendaria Nerina, e Federica Mattiazzo, hanno quindi dovuto abbassare la serranda in vicolo della Torre.

Oca Bianca a Treviso, l’ultima cena tra ricordi e nostalgia dopo 105 anni
Gigi Chiarelli, nipote della leggendaria Nerina, e Federica Mattiazzo tra i tavoli della trattoria All’Oca Bianca

Tucci appunto ci era stato ancor prima di girare il suo programma, e aveva pubblicato sui social un video. «Uno dei migliori ristoranti in cui sia mai stato in Italia, magnifico, ed è qui da più di 100 anni. Persone fantastiche e ottimo cibo, niente musica. Sono stato a pranzo, ci tornerò la sera, potendo ci dormirei e ci farei colazione domani», era stato il suo racconto. Ora non ne resterà che il ricordo anche per la star di Hollywood.

Tucci, dopo quella giornata all’Oca Bianca, è tornato a Treviso per una puntata del suo programma andato in onda sulla piattaforma streaming Disney Plus. In 45 minuti ha raccontato Padova, Verona e Isola della Scala, per esaltare i prodotti veneti. L’apertura era stata dedicata alla sede sotterranea della confraternita di Valdobbiadene, con i confratelli, mentre il presidente Enrico Bortolomiol stappava il vino dell’anno.

Dalle colline patrimonio Unesco, la discesa in pianura, con il suo reticolo di fiumi e acque all’origine della coltivazione del radicchio rosso da via Settecomuni, nell’azienda Dotto. Radicchio che ricompare poi nel risotto che Tucci si fa preparare dalla food blogger Valeria Necchio nell’antica Pila di Isola delle scala, con il vialone nano prodotto con il macchinario del 1650 da Gabriele Ferron, anche lui quinta generazione dei risieri della pila.

E il ritorno a Treviso in piazza dei Signori prima, per il tiramisù, con Carlo Campeol, alle Beccherie poi. Facendosi raccontare la storia delle origini, la leggenda delle case di tolleranza, la differenza con lo sbatudin e la rivoluzione del mascarpone.

Una puntata che aveva proiettato le eccellenza di Treviso nel mondo. Ma oggi quella tristezza raccontata da Tucci è la stessa dei trevigiani che hanno visto abbassarsi una serranda storica, che pure non era certo in crisi. Com’è accaduto - sebbene con storie più brevi - per La Pace e per il Cloakroom in piazzetta Monte di Pietà. Un altro luogo della città che ora si è spento.

 

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