Oca Bianca a Treviso, l’ultima cena tra ricordi e nostalgia dopo 105 anni

Lunedì 30 marzo la chiusura del locale storico dopo il mancato accordo con la proprietà dello stabile. Mille messaggi, fiori e attestati degli amici commossi e increduli. I titolari: «Travolti dall’affetto dei clienti»

Andrea Passerini
Gigi Chiarelli, nipote della leggendaria Nerina, e Federica Mattiazzo tra i tavoli della trattoria All’Oca Bianca
Gigi Chiarelli, nipote della leggendaria Nerina, e Federica Mattiazzo tra i tavoli della trattoria All’Oca Bianca

«Vi salutiamo con un arrivederci, perché non pensiamo che possa finire qui». E poi le sorelle commercianti del centro, con gli occhi lucidi: «Mancherete, perché eravate sempre un luogo sicuro». E un’altra signora, habituè, arrivata quasi di soppiatto, ha confessato di «vivere un lutto». E poi i messaggi, dagli States e da Vienna, i mazzi di fiori, i coniglietti pasquali, i bigliettini di ringraziamento.

Trattoria chiude dopo 105 anni, il video dell'ultima cena all'Oca Bianca a Treviso

All’Oca Bianca, da giorni, l’affetto dei clienti, storici e non, si misura sui mille attestati arrivati in vicolo Della Torre, da quando è diventata ufficiale la chiusura, decisa dai soci Gigi Chiarelli, nipote della leggendaria Nerina, e Federica Mattiazzo, per il mancato accordo con la proprietà dell’immobile, di cui fino a lunedì 30 marzo erano l’ultima attività commerciale rimasta al piano terra, facciata sul Calmaggiore compresa.

I titolari all'esterno del locale
I titolari all'esterno del locale

«È un’emozione continua», dice Federica. Lui in cucina, lei in sala con lo staff. «Siamo stati travolti dalla gratitudine dei clienti, dalla stima e dall’affetto dei colleghi ristoratori venuti a cena in questi giorni. Altri ci hanno chiamato, o sono venuti a trovarci. Le testimonianze dei trevigiani ci hanno commosso: c’è chi ha voluto raccontarci che sono venuti qui perché raccomandati dai genitori che avevano fatto qui la loro prima cena da fidanzati, chi ha portato la figlia adulta dicendo “quella volta eri ancora in pancia”, altri che qui hanno fatto pranzo di battesimo, di laurea, e di nozze. E ti rendi conto di quanto l’Oca abbia rappresentato per i trevigiani e per i turisti».

È la reazione della città alla perdita di un tempio storico della ristorazione ma anche di un luogo di convivialità, per una presenza forte nella sua posizione discreta che ha ammaliato scrittori e politici, la Treviso bene e il popolo, turisti e intenditori.

Federica e Gigi con una delle mitiche oche, parte integrante dell'arredamento del locale
Federica e Gigi con una delle mitiche oche, parte integrante dell'arredamento del locale

Lunedì 30 marzo l’ultima cena, poi la bicchierata con gli amici ed i sodali. Dopo 105 anni, il sigillo ad un’icona di Treviso. «In questi giorni tutti chiedono i piatti più tradizionali», continua Federica, «Saor e anatra, pasta e fasioi, baccalà, il ragù d’oca e le linguina al nero di seppia», aggiunge. «Ed è passato anche un alto consigliere dell’Accademia della Cucina, che ha voluto restare in incognito per tutta la sera».

Oca Bianca a Treviso, l'ultimo brindisi e la commozione dei titolari

Ci si prepara all’ultimo turno. Federica e Gigi hanno esposto un cartello, per ringraziare tutti, spiegare come hanno interpretato l’Oca e il testimone raccolto da Nerina, e rendere merito anche alla compagna di lui, e al marito e alla figlia di lei, per la pazienza ed i sacrifici di questi lunghi anni di gestione.

«Ma si potrà avere un ricordino?», chiedono in tanti. Le oche, nella storica sala ricca di quadri, di memoria, di arte e trevigianità, sono molto di più di decorazioni e soprammobili. 

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso