Sigilli al centro anziani Vertice in Comune per spostare gli ospiti

Vertice in comune per affrontare il caso “Claudia Augusta”: struttura di accoglienza per anziani che rischia nelle prossime settimane di essere evacuata e posta sotto sequestro. «Confidiamo di visionare i verbali dei vigili del fuoco e dei Nas e avere il quadro più completo possibile della situazione» commenta il sindaco Stefano Giuliato «L’incontro in programma è stato convocato in ambito comunale, in particolare con i servizi sociali, per iniziare a valutare lo spostamento degli ospiti in strutture adeguate e consone. Ci attiveremo dunque da subito. A questa riunione parteciperà anche la polizia locale e l’ufficio urbanistica».

Questo è il primo passo per sciogliere il primo nodo emerso durante il blitz dei Nas e dei vigili del fuoco di venerdì scorso. L’Hotel Claudia Augusta, dal 2013 è stato riconvertito in casa vacanze per anziani autosufficienti, un modello di co-housing assistito, con retta mensile e possibilità di soggiornare in camere singole o doppie, partecipando alle attività associative. Questo è ciò che promette, sul proprio profilo ufficiale, l’Home Claudia Augusta: «L’Associazione ha come scopo sociale l’ospitalità e l’assistenza ordinaria a persone anziane e a persone che, per diversi motivi, non possono vivere autonomamente. I soggiorni possono essere temporanei o più lunghi secondo le necessità dell’ospite. L’assistenza infermieristica è ordinaria con personale specializzato».

Secondo i Nas, a seguito del sopralluogo di venerdì scorso, che ha riscontrato la presenza di 21 anziani non autosufficienti su 35, la struttura operava sostanzialmente come casa di riposo abusiva. Prima di procedere con la chiusura d’imperio della “casa-vacanze”, si deve ora trovare un’alternativa almeno per quei 21 ospiti che necessitano di assistenza specializzata. «I tempi dovranno essere sicuramente celeri» ammette il primo cittadino di Casale sul Sile. Ma non è detto che lo siano, infatti molti parenti degli ospiti, difendendo la funzione assolta dalla Claudia Augusta, hanno da una parte lamentato la difficoltà di inserimento nelle tradizionali Rsa e dall’altra valutato molto negativamente il trattamento ricevuto proprio in tali strutture dai loro cari. Molte famiglie dunque erano consapevoli del limbo normativo e continuano a sperare in una mediazione da parte dei gestori con le autorità. —

Matteo Marcon

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