Si vende malga Molvine Finisce all’asta un piccolo angolo di Paradiso

LA STORIA
Va all’asta Malga Molvine-Binot. L’agriturismo di proprietà dell’Unione Montana Prealpi Trevigiane e gestito negli ultimi 15 anni dall’azienda agricola di Giulio Stramare, rientra nel processo di alienazione degli immobili dell’ente territoriale in quei Comuni, come Segusino, che non fanno più parte dell’Uniione. 132mila euro la base d’asta, prevista per il prossimo 7 febbraio 2020 nella sede dell’Unione a Vittorio Veneto. Sono in tanti ad avere a cuore le sorti della Malga Molvine-Binot, pittoresco complesso che si trova sul confine tra i Comuni di Segusino e Valdobbiadene e sulla via che porta in località Pianezze. Un’attività che nel corso degli ultimi anni si è giovata di un certo incremento di turisti, diventando un apprezzato punto di riferimento per i tanti escursionisti in visita sulle Prealpi, e finendo su blog e riviste specializzate.
PAULON: « INTERESSATI»
Per la malga è previsto un diritto di prelazione a vantaggio dei Comuni facenti parte dell’Unione Montana e della vecchia Comunità Montana Prealpi Trevigiane. Diritto che il sindaco di Segusino, Gloria Paulon, non nasconde possa far esercitare: «Sì, c’è un interesse da parte dell’ente che rappresento, ma al momento non posso dire di più - ammette il primo cittadino - stiamo vagliando alcune soluzioni per dare continuità ad un esercizio funzionale ai tanti turisti che popolano i nostri territori, oltre ad essere l’unica malga in quest’area. L’intento, sarebbe quello di acquisirne la proprietà per poi affidarla in gestione attraverso un bando. Sarebbe una grave perdita, e deleterio per tutta la comunità, se non rimanesse un luogo aperto al pubblico». Se i Comuni non eserciteranno la prelazione, la malga potrebbe finire ad un privato. Così è preoccupata la signora Serena, madre di Giulio Stramare dell’omonima azienda agricola che negli ultimi 15 anni ha avuto in gestione la malga a cui, poche settimane fa, è scaduto il contratto di locazione, ed ora in attesa di conoscere le sorti della malga.
«NO ALLA CHIUSURA»
«A prescindere da chi gestirà l’esercizio, mi auguro che la malga rimanga aperta - dice la signora Serena - negli ultimi anni, abbiamo avuto modo di conoscere e veder crescere il numero di visitatori, locali e non, che cerca le nostre montagne, e le apprezza. La chiusura sarebbe, a mio avviso, controproducente per tutto il territorio. La nostra voglia di continuare c’è, ma dobbiamo aspettare di conoscere i nuovi proprietari, per capire se ci saranno presupposti per andare avanti. All’interno dell’immobile abbiamo tanto materiale di proprietà che nel caso, entro il 30 di aprile, dovremo rimuovere per liberare gli spazi: come l’impianto di mungitura, la scaffalatura della sala di stagionatura e tutto quello che serve per la lavorazione dei prodotti caseari. Attendiamo la vendita». Come accennato, esiste un diritto di prelazione per i comuni dell’Unione e della vecchia Comunità Montana. Se questo però non sarà esercitato da alcun ente, si procederà all'asta pubblica il 7 febbraio, con l’eventuale acquirente, pubblico o privato che sia, che potrà decidere del futuro della malga. —
Riccardo Mazzero
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