Sfida all’ultima polemica I candidati alzano i toni

CONEGLIANO. «Lo scontro diretto? L'ha evitato a tutti i costi». «Econ? Come si fa a dire non sapevo niente? A Milano, quando è nata la società, lui c'era ed era il sindaco». Stoccate, queste di Antonio Fojadelli, nei confronti del suo avversario politico, Floriano Zambon, che risponde punto su punto. «Disponibile a qualsiasi confronto, ma mi hanno avvertito tardi». «Certo che alla costituzione di Econ c'ero e fino a quando sono stato sindaco io i bilanci erano ok». La campagna elettorale coneglianese si chiude dunque con colpi di fioretto e qualche schermaglia. I due candidati hanno sempre professato fair play e correttezza salvo poi dover affrontare un po’ di polemiche (tra volantini e furgoni “parlanti”).
«Zambon ha svincolato di fronte alla possibilità di un confronto diretto, davanti ai cittadini», puntualizza il candidato di Terzo Polo, Pd e Marca Civica-Lista Ghizzo, «ha sempre cercato di evitare confronti diretti, forse si sente a disagio, probabilmente ho più dialettica io». Zambon invece sostiene che non ci fosse “spazio libero” per affrontare uno confronto del genere. «Non ho mai avuto nessun problema a fare confronti, nemmeno con Fojadelli, ma mi hanno avvertito domenica pomeriggio, quando la mia agenda settimanale con gli incontri nei vari quartieri era già stata compilata, non me la sono sentita di rinunciare a un quartiere per un confronto di Fojadelli», ribatte l'esponente di Pdl, Forza Conegliano, Centro per Conegliano e Popolari, «tra l'altro, confronti ce ne erano già stati due».
L'altro grande tema di discussione è stato Econ. «Molti hanno telefonato chiedendo come un Comune possa aver guadagnato di fronte a un buco di milioni e a un processo per bancarotta fraudolenta», sostiene l'ex procuratore della Repubblica, «di certo c'è che quando è nata la società il sindaco era Zambon e a Milano, quando è stato stipulato l'atto, lui era lì. E non lo dico io, lo dice l'atto notarile. Si tratta di una società partecipata al 100 % del Comune». L'ex sindaco si infiamma e non ci sta. «Io all'atto costitutivo sono stato presente come testimone», ribatte secco Zambon, «per quanto riguarda il periodo in cui sono stato sindaco io i bilanci erano in attivo. Per il resto ricordo all'ex procuratore che la gestione dell'azienda era in mano ad un Cda e c'erano revisori nominati anche dalla parte politica che lo sostiene».
Infine, entrambi ringraziano gli elettori che li hanno sostenuti, con Zambon che si augura che i cittadini si rechino alle urne e Fojadelli che conta sulla fiducia della maggior parte degli elettori. In caso di vittoria, l'attuale vicepresidente della Provincia è pronto a tenere per sé le deleghe di attività produttive e turismo, l'ex procuratore la sicurezza. Infine due nei, due sbavature che non sono piaciute ai due candidati sindaco. «Speravo queste elezioni fossero viste come una sfida dove vincere o perdere sono messi sullo stesso piano», chiosa Fojadelli, «invece sono stato sorpreso che per la compagine avversaria non sia ammissibile perdere». All'altro candidato invece il rammarico di come la competizione sia degenerata. «La ricezione di una lettera anonima è un aspetto sicuramente negativo», conclude Zambon, «la prima volta che mi capitava una cosa del genere, ma evidentemente si era diffuso un venticello denigratorio che ha fatto presa su qualcuno».
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