Scomigo, tutti in coro con il linguaggio dei segni

Progetto inclusivo della scuola primaria Maset: 53 alunni conquistati dalla lezione della piccola compagna sordomuta

CONEGLIANO. Alla scuola primaria Maset di Scomigo si impara il linguaggio dei segni e alla recita natalizia c’è il “Coro delle mani candide”. I cinquantatré studenti e le loro insegnanti sono stati conquistati dalla piccola Isabella, bambina sordomuta che a settembre ha iniziato la prima elementare. Quello che molti sarebbe uno svantaggio, nella scuola Maset è diventato un elemento di valore e condivisione.

si dice così

“Si dice così” è il titolo della canzone che stamattina i bambini canteranno con le parole accompagnate dai gesti, insieme ad Isabella durante la recita natalizia. Il progetto formativo va oltre il Natale e percorre l’intero anno scolastico. «Il filo magico della vita», è il percorso costruito dai docenti in cui didattica, educazione e socialità corrono paralleli. Così gli studenti per esempio si sono relazionati con le tradizioni del paese, dove il filo in passato era rappresentato dal baco da seta, che molte famiglie a Scomigo coltivavano per le filande della Marca. Hanno imparato il rispetto dell’ambiente, dai racconti sul gelso storico situato di fronte alla scuola di via Pastin Santin.

i fili della vita

Tra i “fili della vita” è arrivata Isabella che, con il suo carattere solare e il suo sorriso, è diventa il filo d’unione delle classi dalla prima alla quarta (a Scomigo non c’è la quinta). Ha assegnato un nome simbolo con le mani ai suoi nuovi amici e maestre. Insieme a loro, oltre a leggere e scrivere, alla matematica e la storia, stanno imparando la Lis, il linguaggio dei segni. Tutto vogliono stare accanto a lei e conoscerla. «Ogni albero si nutre attraverso sottili “fili “ che portano la linfa alle foglie – spiegano le maestre -. Così pure i rapporti tra le persone si alimentano attraverso fluidi impalpabili generati da comuni attività, semplici parole, piccoli gesti, come quelli che abbiamo imparato per farci capire dalla nostra nuova speciale amica». La canzone di Fabrizio Pagliettini ispirata alla storia di Natasa, una bambina sorda genovese, è stata scelta come simbolo natalizio dalle docenti della primaria di Scomigo, anche come spunto per ampliare le relazioni.

grande esperienza

«E’ una bellissima esperienza, noi ed i bambini di tutte le classi stiamo imparando il linguaggio dei segni, lei ha coinvolto tutti – raccontano le insegnanti -. Abbiamo condiviso le mani che uniscono, parlano, i piccoli gesti, i fili che formano il tessuto dell’amore». Nell’iniziativa collabora anche l’associazione dei Piccoli ceramisti di Scomigo, che come ogni anno coinvolge i bimbi alla scoperta della ceramica nei laboratori. Con le loro mani gli studenti hanno forgiato gli angioletti che porteranno come dono natalizio alle loro famiglie. Dopo le vacanze si continuerà con altre attività del “Filo magico della vita”. «Il progetto traduce e illustra quanto è vissuto quotidianamente nelle scuole del nostro istituto – spiega la dirigente scolastica dell’istituto comprensivo Cima, Liviana Da Re -. L’attenzione all’inclusione è realizzata e praticata, senza clamori e vetrine virtuali. È una scelta forte, resa possibile da personale scolastico e genitori collaborativi. A tutti loro va questa festa e le altre che i plessi hanno realizzato. Fare del bene, fa stare bene». —

Diego Bortolotto

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