Operaio salvato dal monossido: «Mi hanno soccorso due eroi»
Mihaili Ioan ringrazia i carabinieri che hanno sfondato la porta e lo hanno estratto di peso. L’operaio ha rischiato di morire nella sua casa di Riese: aveva lasciato una pentola sul fuoco e si era addormentato

«Voglio ringraziare i due carabinieri della stazione di Riese che per salvarmi la vita dal fumo che aveva completamente invaso il mio appartamento, hanno sfondato la porta e mi hanno strappato alla morte, rimanendo a loro volta intossicati dal monossido. Per me sono degli eroi».
Dopo cinque giorni di ospedale a Castelfranco, Mihaili Ioan, un operaio rumeno di 45 anni ha potuto fare ritorno nel suo appartamento al civico 24 di via De Gasperi di Riese, dove la sera del 10 luglio scorso ha seriamente rischiato di morire per un’intossicazione da monossido di carbonio.
Appena arrivato a casa dal lavoro, aveva messo a cuocere in una padella un paio di costicine. Ma la stanchezza l’aveva sopraffatto, e finché la carne si stava cuocendo, lui ha preso sonno a letto. «Ero stanchissimo. Ricordo che appena tornato dal lavoro avevo fame, ma, finché si cucinava la carne, avevo pensato di stendermi a letto per un paio di minuti. Invece ho preso sonno e non mi sono più risvegliato».
Ioan è in Italia da diversi anni e lavora per una ditta edile che scava per portare la fibra ottica nelle case. «Nel frattempo - racconta - la carne ha iniziato a bruciacchiarsi sempre di più, il fumo ha lentamente saturato le stanze. Mi hanno detto che i vicini di casa, vedendo uscire il fumo da casa mia, hanno iniziato a bussare forte sulla porta. Ma io non sentivo nulla perché avevo perso i sensi. Per fortuna quei due carabinieri hanno deciso di sfondare la porta. So che mi hanno preso di peso e portato all’esterno. Io mi sono risvegliato in cortile. Penso che qualche minuto ancora e sarei morto».
Del resto lo dimostra il lungo ricovero in ospedale. «Sono rimasto - continua - all’ospedale di Castelfranco per cinque giorni, fino a mercoledì scorso. Mi hanno detto che avevo i polmoni saturi ed ho rischiato la pelle. Ancora adesso non sto bene, ho gli incubi notturni e sono periodicamente sottoposto a terapie e controlli ai polmoni all’ospedale di Castelfranco e Montebelluna. Non sono ancora rientrato al lavoro e non so quando lo farò. Ho ancora problemi di respirazione».
Nel frattempo è scattata una gara di solidarietà tra i vicini per l’operaio rumeno. Mi hanno aiutato a ripulire la casa dal fumo finché ero ricoverato in modo da essere pronto a rientrare a casa quando sarei stato dimesso. Io non posso che ringraziarli. Come, approfitto, per ringraziare di nuovo quei due carabinieri. Sono stati degli eroi. Senza di loro sarei morto troppo giovane».
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