Migranti, bandi bloccati per carenza di personale: la prefettura di Treviso in affanno

Gare ferme e accoglienza in proroga: la prefettura di Treviso denuncia carenze di personale nella gestione dei migranti. Ecco la situazione

Federico De Wolanski
Caserma Serena
Caserma Serena

L’approccio del governo al tema migranti è stato fin dall’inizio improntato all’argine, non all’amministrazione. Ma anche quella è un problema, soprattutto se ricade su prefetture e questure già in affanno, che per assenza di personale non riescono a organizzare i bandi per gestire gli immigrati presenti e quelli che pur a flussi ridotti continuano giocoforza ad arrivare nel territorio.

La prefettura di Treviso non è da meno, e lo mette nero su bianco: «A causa della grave carenza di personale, non è stato ancora possibile procedere all’indizione di una nuova gara per l’affidamento del servizio di accoglienza dei cittadini stranieri richiedenti asilo». In questo caso si tratta della caserma Serena di Treviso, dove il contratto della Nova Facility, attuale gestore, è scaduto da soli sei mesi, ma ci sono realtà nella provincia trevigiana che vivono in proroga da due anni.

L’affanno

Nel marzo scorso a suonare il campanello di allarme a livello nazionale fu l’Unadis sottolineando come rispetto ai 20 mila dipendenti del 2019, nel 2025 il numero fosse sceso a 15.786. Cause? Tagli di governo, in massima parte. Di qui un piano di fabbisogno del personale definito a inizio agosto al tavolo tra sindacati e Ministero dell’Interno che ha quantificato il fabbisogno base al 2027 in 76 viceprefetti e almeno 1.349 dipendenti, tra dirigenti e non (la maggior parte). La carenza di personale si traduce in una lotta quotidiana a gestire il gestibile, con le forze e le risorse che ci sono, partendo dalle priorità. L’immigrazione, visti i flussi, non lo è (più).

L’accoglienza in proroga cronica

Le parole usate per rinviare il bando della Serena non hanno bisogno di spiegazioni. Ma le tracce del problema personale sono disseminate da mesi nei documenti prefettizi relativi alla gestione dei migranti i cui tempi si sono allungati oltremisura. Basti pensare al bando del 2 agosto 2021 per affidare centri di accoglienza da 51 a 100 posti.

Vinse la cooperativa Hilal che incassò il contratto fino al 1° dicembre 2023. Da allora bandi non ne sono stati fatti, proroghe sì: prima al 31 marzo 2024; poi al 30 giugno 2024; poi al 30 settembre 2024; poi ancora al 31 dicembre 2024, al 30 aprile 2025 per poi lasciare il servizio alla coop ancora fino al 30 settembre prossimo «fatta salva eventuale e successiva proroga tecnica», mette già mani avanti la prefettura.

Non un caso isolato

Non è straordinarietà, ma ordinaria amministrazione «nelle more dell’espletamento delle nuove gare» scrivono gli uffici. Gare – quelle sulla gestione dei migranti – che però sono complicate da sempre tra certificazioni, bilanci, documentazioni aggiuntive, asseverazioni, limiti imposti dalla normativa sui capitolati nel frattempo entrata in vigore.

Altro esempio? Il bando del luglio 2021 per le strutture fino a 50 posti. Lo vinsero ancora la coop Hilal e il Consorzio Restituire. Scadenza dei contratti 31 ottobre 2023. Da lì sei proroghe, di cui l’ultima data dal 1° maggio al 31 dicembre 2025. Quattro anni di contratto anziché due.

Salvagente provincia

Impossibile gestire tutti i bandi negli uffici di piazza dei Signori dove il personale era già poco quattro anni fa, ed oggi non è certo cresciuto. Di qui la ricerca di un salvagente arrivato dalla Provincia di Treviso che si è resa disponibile a assumere il ruolo di Stazione Unica Appaltante, cosa che ha fatto negli ultimi anni anche per facilitare molti piccoli Comuni nella gestione delle gare Pnrr altrimenti inaffrontabili.

Tanto di cappello, ma anche in Provincia – per le ragioni di cui sopra – non erano liberi da incombenze. «Alla data odierna» scriveva infatti a inizio estate la prefettura di Treviso, «nonostante la raggiunta adesione della Stazione Unica Appaltante della Provincia di Treviso, l’iter amministrativo di gara (o meglio delle gare, ndr) risulta ancora in lavorazione».

L’unicità Zanusso

L’unico bando che la prefettura è riuscita a pubblicare nel corso degli ultimi ani è stato quello per la gestione della caserma Zanusso di Oderzo, il secondo centro ministeriale di accoglienza dei richiedenti asilo in provincia. La gara è stata avviata dalla Provincia a maggio, dopo un anno di gestione concessa in proroga dopo la scadenza del contratto. Si è chiusa a inizio luglio.

L’affidamento è quasi ufficiale e potrebbe permettere alla Prefettura di aprire un altro capitolo, o meglio un altro capitolato di gara, per procedere a sanare gli affidamenti che proseguono in proroga da anni. Ammesso che la Provincia abbia il fiato e le risorse di personale.—

 

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