Petizione contro il negozio rumoroso

Via Spinè: appello al Comune e al Sunia. I titolari dell’attività: «Trasferirci in zona industriale? Decibel regolari, non ci pensiamo proprio»
ODERZO. Caldo, finestre aperte, notti insonni e nervi scoperti. Così anche a Oderzo dove, in via Spinè nel condomino Diana, c’è la famosa gastronomia «Al vecchio mulino», ma ai piani superiori c’è chi si lamenta. Maria Teresa Bergamo, che ha l’appartamento proprio sopra al negozio e le finestre sul parcheggio, ha preso carta e penna e ha scritto al sindaco di Oderzo Pietro Dalla Libera, all’assessore Francesco Montagner, ha chiamato i rappresentanti del Sunia e sta raccogliendo firme fra i condomini.

 I titolari della gastronomia esibiscono certificazioni e dimostrano che tutto è in regola ed i rumori non esistono. «Quando ho comprato qui - dice la signora Bergamo - mi era stato assicurato che al pian terreno si sarebbe insediato un negozio, una piccola rosticceria. Poi, la «piccola rosticceria» si è rivelata un grande laboratorio di cucina dove si lavora e si fa rumore 24 ore su 24.


Battono la carne, tirano carrelli, ci sono cinque camion che arrivano e partono a tutte le ore, anche alle due di notte perché la rosticceria fa servizio di catering. I camion parcheggiati fuori dai garage limitano anche la visibilità per i proprietari che devono entrare ed uscire. Non parlo degli odori insopportabili che salgono dai cassonetti dei rifiuti che stanno sotto alle mie finestre. Il posto idoneo per un’attività del genere è la zona industriale, non qui dove la gente vive e vorrebbe vivere in pace», si lamenta la signora Bergamo, che con ordine tiene una nutrita serie di cartelline dove ha raccolto tutte le lettere e i documenti che riguardano la sua battaglia per lo spostamento de «Il vecchio mulino» in zona industriale.


«Non ci pensiamo proprio - dicono i gestori della gastronomia, che da tre anni si sono trasferiti dal centro di Oderzo in via Spinè - vorremmo proprio sapere in quanti, fra i condomini, hanno firmato le lettere della signora - ironizzano - perché i nostri impianti di aspirazione, i condizionatori, le cucine, sono stati fatti a regola d’arte, proprio per evitare problemi. Abbiamo fatto fare i rilievi sui rumori, d è certificato che «i rumori sono da considerarsi trascurabili». Le nostre cucine sono specchi di pulizia e da qui non escono odori nauseabondi, questa affermazione della signora Bergamo ci ha proprio offeso. Quindi, è la signora che ha problemi suoi, la nostra rosticceria qui è e qui rimane», concludono i titolari.

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