Pasticcio nel concorso per un posto da vigile «Stop, è tutto da rifare»

PAESE. Il concorso per un posto da agente di Polizia locale a tempo pieno? Si potrebbe dire sia stato un pasticcio all’italiana. È infatti tutto da rifare, per evitare ricorsi: erano sbagliati i parametri dei punteggi sui titoli di studio dei candidati. Accade a Paese, dove a metà settembre il municipio aveva indetto un concorso per assumere a tempo pieno e indeterminato un vigile, da inserire all’interno del proprio comando di Polizia locale, attualmente composto da 9 agenti.

Solo dopo alcune segnalazioni interne, infatti, gli uffici che avevano indetto il bando – che nel frattempo era proseguito con le prove scritte ed aveva selezionato i finalisti e pure il vincitore dopo le prove orali – si sono accorti che certi punteggi per i titoli di studio potevano essere oggetto di ricorso. Nello specifico i punteggi di un candidato con una laurea ottenuta con il vecchio ordinamento, per certi indirizzi, non potevano corrispondere a quelli di un candidato che, tra i propri titoli, avesse una laurea raggiunta secondo il nuovo ordinamento. Che fare quindi? Una decina di giorni fa la scelta di scrivere al Ministero dell’istruzione (Miur) per delucidazioni. E una volta ottenuta la risposta, cioè che per certi indirizzi un titolo vecchio ordinamento non può essere equipollente ad un nuovo ordinamento, la decisione di annullare tutto. Con una determina del dirigente preposto firmata la vigilia di Natale. «A ragion veduta devo ammettere che la colpa è degli uffici» è il commento a caldo del sindaco Katia Uberti, «si è data per scontata una cosa che non andava data per scontata. La situazione dispiace, ovviamente, e non posso far altro che prendere atto del “mea culpa” degli uffici». —

A. B. V.

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