«No malattie», l’Usl assolve il cementificio

Nessuna evidenza che ci sia una correlazione tra le emissioni della CementiRossi e malattie e decessi della popolazione di Pederobba. Questa in sintesi la conclusione a cui è giunto lo studio epidemiologico svolto dal Servizio epidemiologico regionale sulla popolazione residente a Pederobba.
Era uno studio nato sull’onda delle polemiche per il progetto del cementificio di utilizzare le plastiche della raccolta differenziata come combustibile, ma effettuato al netto di queste visto che si sono cominciate a bruciare lo scorso 28 novembre. Era anche uno studio al netto delle persone che sono andate alla casa di riposo delle Opere Pie, in cui i decessi sono più frequenti e potevano falsare i risultati. C’era parecchia attesa per gli esiti, e infatti ieri sera la sala consiliare di Pederobba era piena come un uovo. È stata presentata la relazione di sintesi, perché la relazione completa sarà fornita nei prossimi giorni, ma i risultati sono questi: la CementiRossi è “assolta” dall’Ulss 2 e dall’Arpav.
Per effettuare questo studio si sono messe a confronto la popolazione di Pederobba e i residenti nei sette comuni vicini di Crocetta, Cornuda, Vidor, Valdobbiadene, Segusino Cavaso e Monfumo. Inoltre i residenti di Pederobba sono stati divisi in due fasce: quelli che abitano nella zona di ricaduta delle emissioni del cementificio e gli altri, zona di ricaduta scelta in base ai dati del biossido di azoto, il componente tra i vari analizzati che più si avvicinava, senza superarli, ai limiti di legge. Ebbene, non sono state riscontrate differenze che attestassero incrementi di rischio tra le due aree di Pederobba per quanto riguarda malattie e decessi né nei maschi né nelle femmine.
Il raffronto tra i pederobbesi e i residenti dei comuni vicini invece ha dimostrato un incremento di rischio per le malattie circolatorie e respiratorie nelle donne di una certa età. Dovuto a cosa? Una risposta non c’è stata e potrebbe darla solo una ulteriore indagine sugli stili di vita e su altri fattori di rischio individuali. Saranno ricercate? Probabile, ma non con un’altra indagine epidemiologica, che è conclusa dopo aver analizzato mortalità e ospedalizzazione per tumori, fattori cardiocircolatori, malattie respiratorie, malattie neurodegenerative dal 1996 al 2017, e farà scuola, ma forse con altre indagini.
E i risultati della qualità dell’aria? Anche qui nessuna sorpresa: i dati della centralina fissa che misura in continuo la qualità dell’aria, presi con la CementiRossi operativa e quando era ferma, in estate e in inverno, erano stati messi a confronto con i dati di Conegliano e Treviso e sono risultati sempre inferiori a quelli di Treviso, ogni tanto superiori e ogni tanto inferiori a quelli di Conegliano. Le emissioni dalla combustione delle plastiche saranno misurate dall’Arpav al camino mentre la centralina fissa continuerà a rilevare la qualità dell’aria. —
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