A Susegana la fattoria dove asini, pony e galline ti aiutano a riabbracciare la vita
Nel 2025 nella fattoria di Borgo Casoni sono stati svolti 33 percorsi con asini, pony, conigli, capre e galline. Gli operatori: «Gli animali sono la scintilla per innescare il cambiamento»

Sergio (nome di fantasia) vive la sua quotidianità in un centro di salute mentale, ma il lunedì la affronta in modo diverso. Sa che non è un giorno come gli altri. Sa che si alzerà dal letto con un sorriso impaziente e il pensiero fisso di togliere l’etichetta blu dalle banane Chiquita prima di offrirne un morso all’asinello Orazio.
«Sia mai che gli si appiccichi in gola», precisa con tono preoccupato. Sa che quando arriverà al recinto della fattoria di Borgo Casoni a Susegana, l’animale sarà lì ad attenderlo con le orecchie leggermente tese all’indietro. «Segno inequivocabile che aspetta una carezza», spiega, «lo conosco, è il mio campione».
In questo angolo verde di Susegana nessuno è messo da parte, neppure il comunemente bistrattato asino. «Tradizionalmente è considerato un animale di secondaria importanza, ma il nostro approccio educativo permette di rivalutarlo e valorizzarlo come merita», osservano Oscar Granziera e Francesca Boccingher, psicologi formati degli interventi assistiti con animali, «uno stimolo ulteriore per chi è più svantaggiato e tende a sottovalutarsi».

Non chiamatela pet therapy
A fare compagnia ad Orazio ci sono Venere, Alba, Gigia. Poco lontano un gruppo di pony. Nelle recinzioni confinanti conigli, galline e caprette. La fattoria di Borgo Casoni è una dimensione corale, un ecosistema di recinti comunicanti in cui ogni ospite ha modo di scoprire quale sia l’animale più adatto a lui. E viceversa.
«È un mediatore nella relazione», spiegano gli operatori, «non giudica, non agisce per sovrastrutture, è spontaneo. E può essere la scintilla per innescare il cambiamento».
La vicinanza con l’animale può certamente generare benessere, ma la pet therapy, quella vera, è un’attività svolta da professionisti insieme ad animali adeguatamente preparati. «Il termine corretto, a livello tecnico, è intervento assistito con animali (IAA), che comprende tutte le attività educative, didattiche e terapeutiche», puntualizzano, «la pet therapy è solo una componente specifica, l’IAA ha un campo d’azione più ampio».
Gli animali che partecipano alle attività seguono protocolli molto rigorosi: devono avere un’idoneità comportamentale certificata e visite veterinarie specifiche. Non vengono addestrati in senso stretto, ma abituati gradualmente alle relazioni con le persone.

I percorsi
Lo scorso anno a Borgo Casoni sono stati svolti 33 percorsi individuali e di gruppo che hanno coinvolto 226 partecipanti in 439 incontri: un totale di 2156 presenze.
«La scelta della specie dipende dal tipo di percorso», spiegano, «nei progetti con adolescenti in ritiro sociale e scolastico, ad esempio, viene impiegato il coniglio per stimolare la gestione della paura e delle emozioni: aiuta a sviluppare un senso di responsabilità, partecipazione e autoefficacia grazie all’accudimento».
Il contatto con gli animali permette di recuperare anche la dimensione corporea. «Un passaggio fondamentale per chi si trova ad affrontare disturbi della nutrizione», continuano, «e uno stimolo per reimparare la cura di sé attraverso la cura dell’altro».
I frutti si colgono nella dediche anonime appese tra i corridoi di Borgo Casoni. «Grazie perché ho imparato che l’affetto degli animali me lo merito anche io». E ancora, «sto iniziando a capire questi essere viventi, ciò che provano e ciò che sentono, ma anche a capire me stessa».
Una casetta per Gandalf
Il coniglietto Gandalf è uno degli ospiti più attesi nelle case di riposo, tanto da essersi guadagnato una casetta ad hoc. Gli anziani hanno riciclato i cartoni dei pannoloni, li hanno dipinti e trasformati in un rifugio accogliente.
«Per coloro che hanno la possibilità di allontanarsi per qualche ora della struttura proponiamo attività in loco con pony e capre, particolarmente apprezzate perché possono essere accarezzate e nutrite senza alcun rischio», raccontano, «gli asini, invece, favoriscono il recupero di ricordi». Un aiuto ancora più significativo per chi presenta un livello di compromissione grave. «Percepiscono il battito del cuore, il calore e il movimento degli animali», concludono, «e ne traggono un incoraggiamento a riabbracciare la vita».
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