Nicoli va al contrattacco «Non ho preso quei soldi»

Lungo interrogatorio l’altra mattina in tribunale della presidentessa di Amidevi L’avvocato: «Presenteremo anche una memoria: i fatti contestati vanno riletti»
Di Sabrina Tomè
TREVISO 13/05/06 INAUGURAZIONE SEDE S.P.H.e R.A., IN FOTO LA PRESIDENTE inaugurazione sede s.p.h.r.a.
TREVISO 13/05/06 INAUGURAZIONE SEDE S.P.H.e R.A., IN FOTO LA PRESIDENTE inaugurazione sede s.p.h.r.a.

Paola Nicoli, la presidentessa di Amidevi e Sphera finita sotto inchiesta per la truffa da 217 mila euro a ciechi e sordi e alla Provincia, è passata al contrattacco. Dopo mesi di silenzio, la donna ha infine raccontato la sua verità. Lo ha fatto l’altra mattina a palazzo di Giustizia, in un lungo interrogatorio al quale lei stessa ha chiesto di essere sottoposta. E si tratta solo della prima puntata: «Stiamo preparando una memoria scritta che verrà depositata nei prossimi giorni in Procura», ha annunciato il suo legale, l’avvocato Andrea Arman.

La presidentessa di Amidevi accusata di aver trasferito ripetutamente somme di denaro dai conti delle associazioni di assistenza ai disabili a quelli suoi personali, ha dunque presentato agli inquirenti la sua versione dei fatti. «Si tratta di una rilettura dei documenti contestati», spiega la difesa escludendo qualsiasi ammanco di denaro. La donna non ha chiamato in causa altre persone e ha escluso anche proprie responsabilità: non si sarebbe appropriata del denaro destinato ai disabili, ma si sarebbe semplicemente occupata della sua gestione. Allegati alla memoria - annuncia la difesa - ci saranno anche alcuni documenti a sostegno della ricostruzione fatta dalla presidentessa in sede di interrogatorio. In base a tali ricostruzioni il sostituto procuratore Iuri De Biasi deciderà se chiedere o meno il rinvio a giudizio di Paola Nicoli. E se, eventualmente, estendere le indagini ad altre persone. Nel frattempo la Provincia, che ha già deliberato di costituirsi parte civile in occasione di un eventuale processo, ha chiesto agli inquirenti, tramite il presidente Leonardo Muraro, di andare avanti con le indagini per recuperare il denaro che era destinato alle associazioni.

Il sequestro dei beni della presidentessa ha permesso di mettere sigilli per in valore di 30 mila euro, contro un presunto buco che ammonta complessivamente a 217 mila euro. Dov’è finita la differenza? I carabinieri della sezione di polizia giudiziaria che hanno condotto le indagini messe in mòto da una relazione della Provincia, hanno sentito un centinaio di disabili. La stragrande maggioranza degli assistiti sostiene di non aver ricevuto i supporti o di non aver fatto le ore di corso indicate invece nei resconti di Amidevi e Sphera. Questo significa che i contributi messi a disposizione della Provincia per finanziare quelle attività sono finiti in altre tasche. Per gli inquirenti in quelle della Nìcoli, ma lei smentisce. Dove sono, dunque, i soldi?

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