'Ndrangheta. La famiglia dell'ingegnere Gaiba: «Chiarirà» E il Mogliano lo difende

Mogliano. Sconcerto dopo gli arresti domiciliari dell’ingegnere a capo della società sportiva Il direttore sportivo: «È certamente innocente, vittima del raggiro delle cosche»
Frigo Preganziol Presentazione Union Pro campionato serie D in foto 2 presidenti Michielan Maurizio e Marco Gaiba
Frigo Preganziol Presentazione Union Pro campionato serie D in foto 2 presidenti Michielan Maurizio e Marco Gaiba

MOGLIANO. «Noi che lo conosciamo siamo sicuri della sua innocenza perché è proprio nel suo dna l’incapacità di commettere o di concepire il male: chiarirà tutto». Queste parole, scritte in un comunicato ufficiale della squadra Union Pro e firmate dal direttore generale Alessandro Lunian, esprimono con efficacia il clima di solidarietà con cui la società e molti conoscenti invitano Marco Gaiba a tenere duro.

L’accusa formulata a carico del presidente della squadra di calcio moglianese, titolare dal 2000 dell’azienda Chemnet, è di interposizione fittizia. Ad essere particolarmente grave è il contesto in cui emergono gli addebiti. Molti tra i conoscenti e le persone che gli stanno vicino tradiscono la voglia di parlare e di rivendicare l’assoluta estraneità di Marco Gaiba alle accuse formulate dalla procura e la correttezza del suo operato.

Rompere il velo di reticenza che si crea in episodi come questo è però difficile: «Non vogliamo commentare» spiega la moglie Maria Rita «È in atto una procedura delicatissima per chiarire la posizione, quando sarà tutto a posto parleremo». Bocche cucite, se pur con tono assolutorio, anche tra i dipendenti della Chemnet. Ingegnere, ex studente del collegio salesiano Astori e figlio del direttore tecnico del Petrolchimico di Marghera, Sauro Gaiba, grande appassionato di calcio, da 14 anni alla guida della locale squadra biancoceleste, l’imprenditore moglianese viene descritto come una persona che si è trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Di certo non sfugge che il settore delle materie prime e del riciclaggio, quello della plastica in questo caso, sia molto sensibile alle infiltrazioni criminali. Il nome di Marco Gaiba nell’inchiesta sul traffico irregolare di materiale con la Cina? «In quel caso ha chiarito tutto» risponde Lunian «e chiarirà anche stavolta e si costituirà parte civile contro gli altri accusati. Sulla sua condotta sarei pronto a metterci la mano sul fuoco. Qui stiamo a guardare anche i 15 euro: se potesse contare su profitti illeciti staremmo a controllare ogni centesimo?».

L’Union pro fa davvero quadrato attorno al suo presidente: «Nel 2012 ha avuto delle quote in una società che aveva creato a Cirò Marina con una persona che ora è stata accusata di far parte della ’ndrangheta» scrive Lunian nel comunicato stampa ufficiale della società sportiva «Questa persona gli ha creato danni gravi di natura finanziaria per cui dopo un solo anno gli ha ceduto le quote gratis pur di liberarsene sopportando così gravi perdite economiche. Oltretutto hanno accusato il presidente di aver fatto da prestanome per un certo periodo a queste persone: oltre al danno anche la beffa. I tempi della giustizia italiana si sa sono lunghi e pertanto lo stesso presidente è ansioso di essere sentito dal magistrato per chiarire il tutto».

«Il presidente dell’Union Pro» commenta l’assessore allo sport del Comune di Mogliano Oscar Mancini «aveva anche firmato il manifesto dei valori dello sport assieme ad altre 29 sportive della nostra città. Mai mi sarei aspettato una notizia del genere. È davvero un fulmine a ciel sereno, come amministrazione siamo sconcertati». Nella casa di via Ragazzi del ‘99, tende oscurano le finestre e c’è poca voglia di parlare, la Porsche di Gaiba rimane parcheggiata fuori, la usa il figlio. Due anni fa l’imprenditore moglianese fu coinvolto un pauroso incidente in autostrada, sempre su una Porsche, ne uscì salvo, quasi miracolato: ora parenti e amici sperano che anche da questa tempesta Marco esca pulito, il prima possibile.


 

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