Coppia morta in moto in Liguria, tra due mesi il matrimonio del figlio
Cinzia Iadarola e Daniele Fracon attendevano con trepidazione le nozze di Stefano, nel giorno di Pasqua la tragedia. Gli amici portano fiori nella casa di Oderzo, atteso il nulla osta per celebrare i funerali

Il matrimonio del figlio Stefano era già fissato tra due mesi. Un momento di grande gioia che la famiglia aveva preparato, con una serata organizzata dieci giorni prima della partenza. Ma quel giorno sarà diverso, e forse posticipato, non potrà essere come l’avevano pensato i futuri sposi, oggi devastati dal dolore per la morte della 63enne Cinzia Iadarola e del marito 74enne Daniele Fracon, vittime dell’incidente avvenuto domenica lungo la strada provinciale tra Arcola e Sarzana, in Liguria.
La dinamica dell’accaduto, che ha coinvolto una Fiat Multipla, è ancora nelle mani delle forze dell’ordine, impegnate negli accertamenti per chiarire con precisione quanto avvenuto. Lo scooter guidato da Daniele si è schiantato contro l’auto: l’impatto è stato così violento che i due coniugi sono stati sbalzati a diversi metri di distanza e, nonostante l’immediato arrivo dei soccorsi, per entrambi non c’è stato nulla da fare. I familiari stanno attendendo di poter riportare le salme in Veneto. «Stiamo aspettando che il giudice si esprima per poterle portare a Oderzo dalla Liguria» ha detto il fratello di Cinzia, Fulvio Iadarola. «Attualmente non abbiamo ancora nessuna data per i funerali, ma confidiamo che possano essere celebrati la prossima settimana».
Il lutto in città
La coppia era molto nota a Oderzo, dove viveva da oltre trent’anni. I due si trovavano in Liguria per una breve vacanza e avevano scelto di visitare La Spezia, terra d’origine del padre di Cinzia. Un viaggio che doveva essere all’insegna dei ricordi e della spensieratezza, a bordo del camper che tanto amavano, con lo scooter al seguito per muoversi in libertà.
«Amavano viaggiare, faceva parte di loro», ha aggiunto il fratello. Cinzia Iadarola, originaria di Gorizia, era una psicologa e psicoterapeuta con studio nel centro di Oderzo. Daniele Fracon, ortopedico in pensione, aveva lavorato per oltre trent’anni nel reparto di ortopedia dell’ospedale cittadino, distinguendosi in particolare nella traumatologia, con attenzione verso i pazienti più fragili, come bambini e anziani.
Anche dopo il pensionamento aveva continuato a esercitare come libero professionista all’ospedale di San Donà.
Il dolore del fratello
Il dolore per la perdita rimane profondo nei familiari. «Lei tornava molto spesso in Friuli anche perché fino ad un anno e mezzo fa era ancora in vita nostra madre. Ci vedevamo almeno una o due volte al mese. Adesso non c’è più e il tutto mi sembra surreale» ha raccontato il fratello.
Ad Oderzo nei giorni scorsi sono stati tanti gli amici e i conoscenti che sono andati a casa della coppia a portare un mazzo di fiori. «Cinzia era una grande amica. Non se lo meritavano» si è limitata a dire una donna visibilmente commossa davanti all’abitazione. Il ricordo che emerge è quello di due persone profondamente legate tra loro e agli altri. «Daniele era un uomo schietto, diretto, ma con una grande empatia verso i pazienti», ha ricordato il primario Stefano Schiavetti. «Instaurava rapporti autentici, era instancabile e sempre presente».
Nel corso della sua vita, Fracon si era dedicato alla cura dei pazienti, partecipando anche a missioni umanitarie con la Croce Rossa in Medio Oriente, mettendo le sue competenze al servizio delle popolazioni colpite dalla guerra. «Nonostante tutto il dolore, l’affetto che le persone hanno manifestato in questi giorni descrive le persone che erano», ha concluso Fulvio.
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