A 91 anni salva le tartarughe all’Isola dei Morti: «Non facevano male a nessuno»
Il pensionato Toni Tonetto contro il trasferimento delle testuggini all’Isola dei Morti a Moriago: «Le ho nutrite, giocavano anche coi bimbi»

Sono state recuperate decine di tartarughe americane della specie Trachemys scripta. Gli animali saranno trasferiti nel centro regionale di recupero per testuggini del Parco del Delta del Po, struttura specializzata nella gestione.
L’operazione, organizzata insieme a Regione e Forestale, si è resa necessaria per proteggere il delicato ecosistema del Piave. Negli ultimi anni, infatti, le tartarughe non autoctone erano aumentate sensibilmente, attirando la curiosità di famiglie e bambini in visita nell’area naturalistica.
«Mi dispiace, ma non facevano del male proprio a nessuno, macché pericolose come si scrive nell’ordinanza», protesta Toni Tonetto, 91 anni, moriaghese che le tartarughe le ha viste crescere.
«La domenica i bambini veniva qui per le tartarughe, gli portavano da mangiare, anch'io ogni giorno venivo qui a nutrirle. Dovevano rimanere qui, non hanno mai fatto male a nessuno. Anzi erano un'attrazione».
E il pensionato venerdì ne ha salvate alcune dalla “deportazione”. Dietro l’aspetto innocuo, però, si nasconde un problema ambientale. La tartaruga americana può vivere fino a 40 anni e, una volta adulta, diventa un predatore capace di alterare l’equilibrio naturale e le specie autoctone lungo il Piave.

«C’è stato un proliferare di tartarughe non autoctone e si è deciso di intervenire per salvaguardare l’habitat naturale», ha confermato il sindaco Loris Rizzetto. «Non sono un esperto, ma da quanto mi è stato riferito alcune avevano diversi anni», fa sapere il primo cittadino di Moriago. Come siano arrivate lì quelle testuggini originarie del sud degli Stati Uniti, rimane un mistero.
«Può essere accaduto che qualcuno le abbia prese da piccole e poi una volta cresciute, seppur in buona fede, abbia pensato di fare una cosa buona nel liberarle in un ambiente naturale», ipotizza il sindaco. «Invece è stato creato un problema per l'ambiente – osserva -. Metteremo una cartellonistica sul Piave, per spiegare che gli animali non possono essere abbandonati».
C'è chi aveva chiamato in municipio per adottarle, come Tonetto. Ma non è possibile. La specie Trachemys scripta, infatti, non può essere ceduta e per detenerla serve l'autorizzazione del Ministero dell'Ambiente, proprio per il suo forte impatto sulla biodiversità. Per sensibilizzare cittadini e visitatori, il Comune installerà nuova cartellonistica lungo il Piave con messaggi dedicati alla tutela della natura e al rispetto degli animali. Proteggere l’ambiente significa anche capire che ogni specie ha il proprio habitat.
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso









