Chiusa l’Isola dei Morti a Moriago, colpa delle tartarughe: «Sono pericolose»

Le testuggini americane si sono riprodotte a dismisura e vanno catturate. Per consentire l’intervento ai tecnici, l’area vicino al Piave sarà off limits

Diego Bortolotto
L’Isola dei Morti chiusa ai visitatori
L’Isola dei Morti chiusa ai visitatori

La zona del Piave a Moriago è stata invasa dalle tartarughe americane e così è partita la caccia. Giovedì 7 e venerdì 8 maggio l’Isola dei Morti è stata blindata per consentire agli addetti di recuperare la “Trachemys scripta”, meglio nota come testuggine palustre americana.

«Non hanno trovato predatori naturali, e pertanto il loro numero è cresciuto in dismisura, creando pericolo per tutti i visitatori del parco», si legge nell’ordinanza firmata dal Comune di Moriago della Battaglia.

In quel lembo di territorio, così denominato perché teatro di aspre battaglie durante la Prima Guerra Mondiale, oggi si combatte un “conflitto ambientale”. La Regione Veneto ha schierato tecnici specializzati per un’operazione di cattura e contenimento del rettile.

Considerata una specie “aliena”, perché originaria del sud degli Stati Uniti, la Trachemys scripta è onnivora e sta scombussolando l’habitat naturale dell’area del Piave. Inserita nell’elenco mondiale delle 100 specie più invasive, mangia praticamente di tutto: vegetali, pesci, piccoli uccelli e qualsiasi altra preda riesca a intercettare.

All’Isola dei Morti, almeno finora, non ha trovato avversari in grado di fermarne l’avanzata. Dalla mattinata di giovedì fino al tardo pomeriggio di venerdì, gli accessi al parco sono stati bloccati e l’intera area transennata.

«I responsabili dell’operazione di contrasto e cattura delle testuggini palustri americane – spiegano dal Comune di Moriago - hanno rappresentato che, per eseguire le operazioni di cattura in sicurezza, sia opportuno interdire alle persone tutta la zona del parco dell’Isola dei Morti». L’intervento non è un’iniziativa isolata, ma rientra nella “Strategia regionale per il contrasto alle specie esotiche invasive”.

«All’interno del parco dell’Isola dei Morti insistono dei laghetti - si legge nell’ordinanza comunale - nei quali nel corso degli anni sono state liberate diverse specie alloctone, in particolare la tartaruga trachemys scripta e tali laghetti costituiscono un habitat idoneo per la riproduzione. Considerato altresì che detti animali in loco non hanno trovato predatori naturali, e pertanto il loro numero è cresciuto in dismisura creando pericolo per tutti i visitatori del parco...».

Non siamo ancora ai livelli dell’invasione del granchio blu ma il problema è concreto. Nel Delta del Po, tra Venezia e Chioggia, il crostaceo è tra le cause della scomparsa delle vongole, con pesanti ripercussioni su centinaia di pescatori. E qui arriva il paradosso, degno di una strana alleanza da film di guerra ambientale. Come illustrato nel recente report regionale sulla presenza del granchio blu nelle acque venete, proprio le tartarughe hanno inserito il crostaceo atlantico nel proprio menù.

Nel Parco regionale veneto del Delta del Po, negli anni scorsi, era stato creato il primo centro regionale di recupero delle tartarughe americane. Chissà allora se le testuggini di Moriago potranno un giorno trasformarsi da invasori, a “forze speciali” contro il granchio blu. 

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