Operaio si ustionò al volto in fonderia: titolari a processo, lui chiede i danni
L’incidente alla Corrà di Montebelluna nel 2022 a causa dell’esplosione di una lancia termica pulendo un forno. La Procura contesta a due manager le lesioni colpose gravi, il dipendente vuole centomila euro di risarcimento

Sono accusati di lesioni colpose gravi il titolare e il responsabile della sicurezza della Fonderia Corrà di Montebelluna, per un incidente sul lavoro che, quattro anni fa, vide un operaio rumeno, D.C. le sue iniziali, 51 anni di Montebelluna (parte civile con l’avvocato Fabio Capraro), ustionarsi al volto mentre era al lavoro. La fonderia Corrà è un’azienda molto nota a Montebelluna dove lavorano circa un centinaio di dipendenti con orario di lavoro distribuito su tre turni. Il gruppo aveva rilevato le vecchie fonderie Montello rilanciandone l’attività.
Il processo al legale rappresentante della fonderia, Massimo Corrà, 64 anni, e al preposto alla sicurezza Pietro Antonio Scambi, 55 anni (difesi dagli avvocati Walter Mauriello di Avellino e Marco Grotto di Vicenza), è iniziato ieri mattina, davanti al giudice Alberto Fraccalvieri. Il sostituto procuratore Gabriella Cama contesta ai due imputati l’inosservanza delle norme sulla prevenzione degli infortuni. In particolare, a entrambi è contestata la cooperazione colposa nel reato di lesioni colpose gravi per una presunta serie di omissioni. Tra queste l’aver omesso di attuare il sistema di sicurezza nella fonderia di Montebelluna, l’aver omesso di valutare il rischio cui era esposto l’operaio come addetto al reparto fusorio/colata e, infine, l’aver omesso di prendere le misure necessarie affinché le attrezzature di lavoro fossero utilizzate in conformità alla scheda tecnica fornita dal produttore.
L’incidente avvenne la mattina del 17 giugno del 2022 nella fonderia di via Cal Piccole. L’operaio, addetto al reparto fusorio/colata, rimase ustionato al volto (con ustioni di secondo grado, ndr) a causa dell’esplosione della lancia termica utilizzata le operazioni di pulizia di un forno. Furono i suoi stessi colleghi a lanciare l’allarme al 118 che provvide a trasportare l’operaio rumeno al Ca’ Foncello di Treviso. Quell’incidente sul lavoro gli provocò una malattia, stando al capo d’accusa, lunga quasi cento giorni.
L’udienza di lunedì 9 febbraio è stata prettamente tecnica con la presentazione delle liste dei testimoni. In aula, oltre a carabinieri e tecnici dello Spisal, intervenuti nell’immediatezza per indagare sulle cause dell’incidente, saranno sentiti anche tre colleghi che lavoravano nello stesso reparto dell’infortunato. Il processo entrerà nel vivo delle testimonianze a fine giugno prossimo con l’audizione dei testimoni della pubblica accusa.
L’operaio, costituitosi parte civile, chiede un risarcimento da oltre centomila euro.
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