Minorenni banditi: «Via da qui»

VALDOBBIADENE. «Non voglio balordi nel mio paese». Il sindaco Guido Lio non usa mezzi termini dopo l'arresto di Fhelype Cebin, 23 enne di origine brasiliane, a capo di una banda di rapinatori minorenni che hanno seminato il terrore tra gli anziani nel feltrino. Ad agire con lui altri tre complici di origine albanese e marocchina di 17, 16 e 13 anni, residenti a Valdobbiadene e Segusino. «Pugno di ferro con chi delinque», fa sapere Guido Lio. «Sono disposto a buttare fuori dal paese questa gente balorda». Secondo il primo cittadino a Segusino ci sono altri ragazzi "terribili" da tenere sotto controllo. «Se vedo che non c'è sostegno e collaborazione da parte delle famiglie», minaccia, «non esiterò a cacciarli via. Sono dell'idea che se le persone si comportano bene possono restare. Altrimenti farò in modo che se ne vadano. Non è la prima volta che agisco in questo modo». Il sindaco era a conoscenza di questa situazione a rischio tra i giovanissimi. Un malcostume che si sta allargando e che crea non pochi problemi alla sicurezza. «Ho ricevuto diverse segnalazioni», fa sapere Guido Lio, «che ci sono minorenni che minacciano altri ragazzi. A Segusino c'era già una situazione di tensione». L'indagine che ha portato all'arresto la banda di baby rapinatori è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il Comune non starà a guardare, annuncia il sindaco. «Non mi risulta che questi ragazzi a rischio siano stati seguiti dai servizi sociali», spiega, «se non avrò il sostegno delle famiglie saremo costretti a prendere seri provvedimenti a tutela della sicurezza e della tranquillità dei cittadini. Non esiste che altri ragazzi abbiano il timore di muoversi in paese. Questo proprio le istituzioni non possono accettarlo. Occorre agire». Il sindaco di Valdobbiadene Bernardino Zambon esprime plauso per l'operazione dei carabinieri della compagnia di Feltre che ha portato all'individuazione della baby gang di rapinatori. «A quell'età o si studia o si lavora. Non è possibile fare nulla. Certo che in questo momento, con il lavoro che scarseggia per tutti e per i giovani in particolare, la situazione diventa critica e può sfociare nella delinquenza». La tentazione per qualche ragazzo di prendere la scorciatoia della delinquenza è sempre dietro l'angolo. Il miraggio dei soldi facili è una sirena che ha irretito tre minorenni stranieri, trascinati nell'avventura dal capo banda brasiliano, l'unico maggiorenne. Il movente del disagio sociale è tuttavia labile. «Non mi risulta che fossero seguiti dai nostri servizi sociali», dice Bernardino Zambon confermando il collega di Segusino. «Comunque ora avvierò indagini accurate». Secondo quanto ricostruito dai carabinieri il gruppetto dei quattro è l'autore di almeno tre rapine ai danni di anziani che vivevano in abitazioni isolate. I giovani criminali avevano agito quasi sempre a viso scoperto e armati di ascia e taglierino professionale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








