Lettere anonime a Rosolen A processo un ex impiegato

Inviava lettere anonime, simili ad epigrafi, con data di nascita e presunta morte al direttore di Cna Treviso, Giuliano Rosolen, 66 anni, per farsi consegnare la somma di 644 euro, che lui riteneva di sua spettanza per una sostituzione di tre mesi che aveva fatto, nel corso del 2017, come impiegato amministrativo presso la sede degli Artigiani in Strada Ovest.

Dopo una rapida indagine della polizia, il presunto autore di quelle minacce è stato individuato ed è stato anche rinviato a giudizio per tentata estorsione nei confronti di Rosolen. Ieri mattina, in tribunale a Treviso, davanti al giudice Alberto Fraccalvieri la prima udienza.

I fatti risalgono al novembre del 2017 quando il direttore di Cna Treviso trovò, nella cassetta delle lettere di casa, una busta bianca, senza francobolli né mittente. Il fatto insospettì fin da subito Rosolen. Una volta aperta, all’interno, trovò un foglio nel quale era raffigurata una lapide con la foto di Rosolen al posto di quella del defunto. Nella raffigurazione della lapide c’era anche il nome e cognome del direttore di Cna Treviso, la data di nascita e la scritta Treviso 19.12.2017, ossia la data della sua presunta morte. Una lettera dal chiaro contenuto minatorio che Rosolen, chiaramente preoccupato, consegnò, all’indomani della sua ricezione, agli agenti della squadra mobile di Treviso, quando denunciò il fatto in questura.

Le indagini degli agenti della squadra mobile furono rapide e risalirono all’identità del presunto autore del fatto. Si trattava di un ex impiegato di Cna, che per tre mesi aveva fatto una sostituzione. L’impiegato, a sostituzione terminata, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, aveva più volte protestato, in sede di Cna e nei confronti dello stesso direttore, in quanto reclamava un arretrato di oltre 600 euro mai saldato. Per questo motivo avrebbe preso di mira il direttore di Cna Rosolen. Nel computer dell’impiegato, successivamente sequestrato, gli agenti trovarono poi il file con l’epigrafe contro Rosolen.

Da qui l’accusa nei confronti dell’impiegato, laureato in economia e commercio, A.B., 48 anni, residente in un paese della Marca (difeso dall’avvocato Marco Vocaturo), per tentata estorsione. Un’accusa pesantissima per la quale, sulla carta, rischia una condanna ad anni di galera.

Ieri mattina, la prima udienza in tribunale, davanti al giudice Alberto Fraccalvieri. Un’udienza prettamente tecnica nel corso della quale pubblica accusa e difesa hanno presentato le rispettive liste di testimoni. Il direttore di Cna Rosolen non ha voluto costituirsi parte civile ma sarà comunque sentito come testimone nel corso del processo che entrerà nel vivo a partire dalla prossima udienza del 2 aprile. —

Marco Filippi

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