Le nascite sono in calo «Negli anni potrebbero chiudere altre scuole»

Dal 2013 al 2017 i nuovi nati sono scesi di più del 30%. Il Comune: «Dovremo rivedere le nostre politiche sociali»
FERRAZZA AG.FOTOFILM VILLORBA PIAZZA UMBERTO PRIMO E MUNICIPIO
FERRAZZA AG.FOTOFILM VILLORBA PIAZZA UMBERTO PRIMO E MUNICIPIO

VILLORBA. Pochi giorni fa a Villorba è nato il centesimo bambino del 2019. Se a casa di mamma e papà si è festeggiato per il nuovo arrivo, in municipio scorrendo i dati dell’anagrafe la voglia di brindare era decisamente minore. Questo è stato un anno record, in negativo, per la natalità in Comune di Villorba; è tra i tre anni peggiori in questo parametro. E quali sono?

i numeri

Proprio gli ultimi tre: 2017, 97 nati, 2018, centosette, 2019 cento. Per intenderci fino al 2016, la media delle nascite a Villorba, considerandole solo dal 2000, era di 137 nuovi cittadini all’anno. E non vale nemmeno alcun ragionamento sul numero dei residenti, che è comunque salito grazie ad un tasso di immigrazione dai comuni vicini in crescita. Nel 2000 Villorba aveva 16.854 residenti, oggi ne conta 17.899. «Un crollo di natalità allarmante, che costringerà anche a ripensare le politiche sociali e scolastiche in futuro», dice l’assessore Francesco Soligo. Villorba si colloca all’interno di uno scenario nazionale in cui la natalità è in grande crisi, ma le percentuali sono addirittura peggiori. Se in Italia dal 2013 al 2017 i nuovi nati sono calati dell’11%, a Villorba sono scesi di più del 30%. Fatta anche la tara al fatto che possano esserci dei valori fuorvianti essendo più piccolo il bacino di riferimento, restano cifre che preoccupano.

le scuole

La chiusura della scuola di Venturali, dovuta a problemi strutturali, ha creato grandi lamentale da parte dei genitori, ma se così proseguiranno le cose in futuro potrebbero essere chiuse altre scuole. «Tra cinque anni con questi numeri avremo 5/6 classi prime alle elementari, e abbiamo quattro scuole», puntualizza Soligo, «Le strade per intervenire sono due. Una di competenza dell’istituto comprensivo, che dovrà essere in grado di attirare studenti e famiglie da altre scuole, ed è già in corso; e una di competenza nostra: mettere risorse sull’offerta formativa, e aiutare le famiglie con i contributi». Soligo snocciola i numeri degli aiuti, u contributo ai residenti per il nido di 200 o 140 euro al mese per Isee inferiori ai 20mila e i 30mila euro; 50 e 35 euro per le materne, 70 e 49 per le classi primavera. E ancora il trasporto scolastico, cper asili e elementari che viene pagato per 635 euro a studente dal municipio e per 200 euro dalle famiglie. «Ma le medie non avendo nemmeno il trasporto restavano scoperte, e quest’anno abbiamo inserito un contributo di 80 euro a residente, che copre il 60% della spesa per i libri scolastici». Manovre che però in questi anni non sono bastate ad invertire un trend, che sembra inesorabile. —

Federico Cipolla

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