La siccità minaccia la “Primavera del Prosecco”
Presentata a Venezia la 28esima edizione della serie di mostre che caratterizzerà il territorio tra Conegliano e Valdobbiadene per tre mesi. Ma Tomasi (Docg) è preoccupato: duemila ettari a rischio

Il cambiamento climatico sta mettendo a rischio 2 mila, degli 8 mila ettari di Prosecco Superiore, là dove, come sulle rive, è difficile far arrivare l’acqua ed altrettanto complesso aprire i pozzi. I primi, comunque, saranno realizzati entro l’estate.
Lo ha detto il direttore del Consorzio di tutela del Conegliano Valdobbiadene, Diego Tomasi, alla presentazione della Primavera del Prosecco, in consiglio regionale a Venezia. Tomasi non ha nascosto un altro dato dei primi lavori della Green Academy, un incubatore di nuovi progetti del Consorzio: il rischio di ripetere ogni 4 anni un’annata siccitosa come quella del 2022. Dati allarmanti, , che il 9 marzo sono stati portati anche all’esame della seduta del consiglio di amministrazione del Consorzio.
Non sarà solo festa, dunque, la 28esima edizione della Primavera del Prosecco Superiore che si svolgerà dal 18 marzo all’11 giugno prossimi nel territorio del Conegliano Valdobbiadene. L’appuntamento in Regione, organizzato dal consigliere Tommaso Razzolini, ha visto la partecipazione del vicepresidente dell’assemblea legislativa veneta Nicola Finco, di Giovanni Follador, coordinatore della manifestazione, di Tomasi, di Marina Montedoro, presidente dell'Associazione Unesco, di Isidoro Rebuli, presidente della Strada del Prosecco e Vini dei Colli Conegliano Valdobbiadene.
Il programma
Follador ha spiegato che la manifestazione sarà contraddistinta da 17 mostre del vino che vedranno impegnati 1500 volontari, per un flusso turistico stimato tra le 350 e le 400 mila presenze. A caratterizzarla, il 9° Concorso enologico Fascetta d’Oro, il primo ed unico concorso nazionale dedicato esclusivamente al Conegliano Valdobbiadene ed alle sue eccellenze vitivinicole.
Poi il premio Cantine Green; la celebrazione della seconda Giornata regionale dei Colli Veneti; e la Prosecco Guest Card da distribuire a chi soggiorna almeno una notte nel territorio, consegnata dalle strutture ricettive che aderiscono all’iniziativa e dagli Iat dal territorio.
Tomasi, tra le tante iniziative del Consorzio, ha citato lo Young Club che riunisce i giovani, circa 80, dai 20 ai 35 anni, che si riuniranno con cadenza semestrale per organizzare un evento a cadenza annuale più vicino ai giovani.
Montedoro, riferendo dell’esplosione del turismo sulle Colline Unesco, ha annunciato la formazione di giovani “Narratori della bellezza”, tra i 18 ed i 35 anni, che, accompagnando i visitatori, potranno di fatto trovare un impiego. «In una visione di medio termine come l’appuntamento olimpico del 2026 - ha inoltre aggiunto Montedoro - vede il nostro territorio quale anello di congiunzione tra la Laguna e le Dolomiti, in una posizione strategica per il futuro».
Rebuli, dal canto suo, ha rinnovato l’esigenza di «innalzare il livello della proposta turistica: il nostro territorio è nel momento di poter scegliere cosa vuole essere, e dobbiamo essere coscienti che noi possiamo portare sul territorio stesso un certo tipo di turismo, un turismo avveduto, non di massa, ma di qualità».
«La Primavera del Prosecco - ha spiegato Razzolini - è una vera vetrina del saper fare vitivinicolo, capace di catalizzare l’attenzione di un intero territorio e di aprirsi all’accoglienza e all’ospitalità di migliaia di visitatori nel segno del paesaggio, della gastronomia, della storia e della cultura del Conegliano Valdobbiadene, tra eventi, degustazioni, passeggiate e piatti della tradizione. Un plauso va senz’altro al coordinamento organizzativo e alle centinaia di volontari che saranno impegnati come sempre nelle rispettive mostre».
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