La preside regala il presepe. «Per fermare le speculazioni»

MOGLIANO. Alla fine il presepe a scuola l’ha portato proprio lei, giocando d’anticipo e gettando definitivamente acqua sul fuoco. La dirigente scolastica dell’istituto Minerbi Daniela de Salvatore ha donato un piccolo presepe alle scuole Marco Polo: da ieri gli alunni delle quattro classi della primaria di Zerman possono contemplare al loro ingresso la scena della natività. Il piccolo manufatto è stato posizionato sotto all’albero di Natale, proprio nell’atrio della scuola. «È un mio dono alla scuola di Zerman» spiega la preside «prima che altro clamore mediatico e altre iniziative riaccendano i riflettori su questa vicenda». .
La polemica
Nei giorni scorsi, infatti, dopo uno “j’accuse” social di Matteo Salvini, diverse troupe televisive si sono interessate del caso e alcuni, in primis l’assessore comunale all’identità e tradizioni locali Enrico Maria Pavan, si erano proposti di portare un presepe alle Marco Polo, in segno di protesta nei confronti della scelta operata dalle insegnanti. Non serve che si scomodi più nessuno perché da ieri un presepe, piccolino ma dal grande valore simbolico, c’è già.
«Ho voluto fare questo dono» spiega la dirigente, falsamente accusata su molti siti e da molti commentatori improvvisati di averlo deliberatamente “censurato” «per dimostrare che nessuno aveva nulla contro il presepe, tanto meno io. È un modo per mettere fine a queste polemiche. C’è differenza tra il presepe, inteso come oggetto fisico, e il suo ruolo in una eventuale programmazione didattica che ne spieghi il significato. Le maestre fanno dei percorsi e possono scegliere di farne uno un anno, un anno un altro: possono parlare di Santa Klaus, del presepe, dell’albero. Sono scelte discrezionali. Il presepe come oggetto e come simbolo è un’altra cosa e nessuno ha mai avuto niente in contrario. Questo tema è strato strumentalizzato: il mio gesto non vuole rappresentare una resa alle polemiche ma dimostrare che non c’è alcun divieto e censura. L’ho offerto alla scuola di Zerman e questo non ha nulla a che vedere con le scelte delle maestre che sono libere e indipendenti, anche da chi vorrebbe strumentalizzare o influenzare le loro scelte didattiche».
Il dibattito
Le parole chiare e, si spera, definitive hanno l’obiettivo di chiudere il caso, che ha continuato a tenere banco per giorni dividendo la politica e i genitori, con tanto di minidibattito tra favorevoli e contrari fuori dalla scuola ripreso dalle telecamere di Mediaset. Vissero tutti felici e contenti: dal presidente dell’associazione di quartiere Bruno Cillotto (che proprio ieri ha convocato un’assemblea per cantare vittoria) all’assessore Pavan: «Apprendo questa notizia con grande gioia» commenta «Sono contento che la professionalità delle maestre e della Preside di un’eccellente scuola moglianese, abbia potuto mettere fine ai malumori che l’iniziale scelta aveva creato». —
Matteo Marcon
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