Treviso, elezioni provinciali col rebus Conte: rischio tutti contro tutti
Si vota il 20 dicembre, ma i partiti non hanno ancora trovato un'intesa. La Lega attende il congresso del 15 novembre, mentre pesa il possibile futuro romano del sindaco di Treviso. Centrosinistra e civici lavorano a liste autonome

Roma sì, Roma no. L’incertezza sul futuro politico di Mario Conte paralizza anche le elezioni provinciali. Fissate per il 20 dicembre, ma con il centrodestra, al momento, diviso e in attesa. Non solo per le ambizioni del sindaco di Treviso, ma anche per quelle dei partiti, con la Lega che il 15 novembre va al congresso.
Se si dovessero consegnare le liste oggi probabilmente ognuno andrebbe per sé. Si cercherà una sintesi almeno nel centrodestra, mentre il centrosinistra ha già deciso che presenterà una propria lista. E anche i civici stanno lavorando a una propria squadra. Insomma, si rischia il tutti contro tutti.
Elezioni provinciali del 20 dicembre: come funziona il voto
Non si tratta, è bene ribadirlo, di un’elezione a suffragio universale, ma a scegliere i 16 componenti dell’assemblea provinciale sono i consiglieri e i sindaci dei 94 Comuni della Marca, con un voto ponderato (pesano di più i municipi con popolazione maggiore). E in Provincia, come ente di secondo livello, non c’è un normale Consiglio composto da maggioranza e opposizione, anche se nei fatti poi è quello che avviene nelle discussioni delle delibere del presidente Marco Donadel (che resta in carica).
Centrosinistra e civici verso liste autonome
Nei giorni scorsi si è tenuto un primo incontro tra gli attuali consiglieri provinciali in quota centrosinistra, e l’indicazione che ne è emersa è di fare una lista a sé, sfruttando il fatto che rispetto alle ultime elezioni, il Partito democratico si è preso Castelfranco (e ha pure Vittorio Veneto). Una circostanza che porterà, probabilmente, il centrosinistra a conquistare un seggio in più, passando da tre a quattro. Si attende però in questi giorni un incontro anche con il fronte civico, quello che si identifica, tra gli altri, con la consigliera regionale Rossella Cendron. I civici si stanno contando, e dopo un ulteriore passaggio con gli amministratori decideranno se presentare una lista autonoma.
Centrodestra diviso, l'incognita Conte e il congresso della Lega
Nel centrodestra lo scenario non è meno caotico. La Lega deve andare a congresso il 15 novembre, e scegliere il proprio segretario provinciale tra l’uscente Dimitri Coin e Stefano Trubian, e a questo si aggiunge l’incognita Conte. Se il sindaco scegliesse di candidarsi alle politiche, sarebbe costretto a dimettersi facendo cadere, insieme al Consiglio comunale, anche gli eletti in Consiglio provinciale. Subentrerebbero i primi due non eletti della lista.
Ma nel caso il centrodestra ne presentasse una sola, nessuno avrebbe la garanzia che il subentrante sia dello stesso partito dell’uscente. Ed ecco che quindi nella battaglia di posizione in corso tra Lega e Fratelli d’Italia nessuno sembra disposto a rinunciare a un solo scranno. Con liste separate il problema sarebbe risolto. In mezzo c’è Forza Italia, a sua volta divisa tra il commissario, e sindaco di San Zenone, Fabio Marin, e l’ex segretario, e primo cittadino di Conegliano, Fabio Chies.
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