Incassatore dai muscoli d’acciaio sognava la supersfida con Frazier

Il bronzo olimpico a Tokyo 1964 il suo traguardo più prestigioso Fu campione italiano dei massimi e infiammò i ring di tutta Europa 
Di.b.

la storia

Non aveva un fisico statuario Bepi Ros, cresciuto nelle campagne di Santa Maria. Alto 1 metro e 79 per quasi 100 kg, la sua forza da peso massimo, però, andava al di là dei muscoli scolpiti. Era appunto la “Roccia del Piave” come fu soprannominato, anche perché sapeva incassare i colpi come nessun altro.

La sua affermazione più grande fu il podio con la medaglia di bronzo a Tokyo 1964, quando arrivò a un passo dalla finale contro Joe Frazier. Cresciuto nella palestra di boxe di Ponte della Priula, nella sua carriera sul ring mandò al tappeto 42 avversari, 24 per ko, e solamente uno lo batté prima del gong, l'americano Mac Foster, uno dei maggiori pugili dell'epoca a livello mondiale. Il primo titolo per la Roccia fu a 21 anni con la divisa dell'Esercito, diventò campione del mondo militare. Oro al campionato italiano pesi massimi nel 1964, fu così scelto per partecipare ai giochi a cinque cerchi, preferito a Dante Canè, il “Gigante buono”, che diventò uno dei suoi avversari-amici. Da professionisti si incrociarono per cinque volte con due vittorie a testa e un pareggio.

Nel primo match, nel maggio 1970, a Bologna, Bepi Ros strappò proprio a Canè la cintura di campione italiano dei massimi, mettendolo ko all'undicesima ripresa. La Roccia del Piave riconquistò il titolo nel 1971 mettendo ko al quarto round Mario Baruzzi e nel 1972 sconfiggendo Armando Zanini. Uno degli incontri internazionali rimasti nella storia della boxe si disputò a Londra, il 2 ottobre 1973, per il titolo europeo.

Bepi Ros uscì tra gli applausi della Royal Albert Hall, battuto per soli due punti dal campione in carica, il britannico Joe Bugner. Continuò a salire sul ring fino al 1976. Anche nelle epigrafi i familiari hanno scelto la sua immagine iconica di boxer, quella con il sinistro in guardia, pronto a sganciare il destro. Anche il Comune di Susegana ha espresso il proprio lutto per la sua scomparsa. «Il nostro olimpionico Bepi Ros ci ha lasciato – il cordoglio dell'amministrazione suseganese -. Alla famiglia giungano le condoglianze di tutta la comunità».

La leggenda della “Roccia del Piave” rimarrà per sempre scolpita nella storia della boxe e in quanti l'hanno conosciuto. Lui, che era a bordo ring, in sedia a rotelle, quando l'8 dicembre 2017 gli fu consegnata una targa, nell'evento che gli dedicò l'Associazione Free Sport &Movement di Conegliano. —



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