Il racket dei mendicanti

Sono 10 al giorno. Manildo: «Più controlli e vigili in bici». La Lega: «Vanno cacciati»
Gli agenti della polizia municipale intenti a fare rispettare l'ordinanza 'anti-accattonaggio' appena entrata in vigore
Gli agenti della polizia municipale intenti a fare rispettare l'ordinanza 'anti-accattonaggio' appena entrata in vigore

Pestaggio di via Castelmenardo: mentre il sindaco Giovanni Manildo annuncia l’arrivo di apposite pattuglie anti-aggressione formate da vigili urbani in bicicletta, la Lega reclama un’ordinanza shock che vieti l’ingresso nel capoluogo ai mendicanti «per motivi di urgenza e sicurezza».

Il giorno dopo l’aggressione in pieno centro di un 86enne, Pasquale Bianco, pestato e rapinato da un mendicante violento, la città si è risvegliata gonfia di rabbia, non più disposta a sopportare il dilagare dell’accattonaggio: di fronte a una media giornalieria di ormai 10 mendicanti al giorno, sempre più insistenti, quasi tutti pendolari in mano al racket dei rumeni, sempre più trevigiani reclamano provvedimenti concreti. Anche se la Corte Costituzionale, due anni fa, ha stracciato la durissima ordinanza anti-accattoni che aveva sfornato l’ex vicesindaco Gentilini e quindi oggi Ca’ Sugana, come arma, ha in mano solo il regolamento comunale che multa l’accattonaggio molesto. Praticamente nulla.

E infatti accattoni e immigrati venditori abusivi di fiori continuano a girare indisturbati importunando i passanti, davanti alle chiese come nelle vie del centro, davanti ai supermercati e dentro i locali pubblici. Ma il pestaggio di giovedì sera, in via Castelmenardo, poco dopo le 18, pare aver segnato un punto di non ritorno, che chiama direttamente in causa Ca’ Sugana.

E così la Lega, dai banchi dell’opposizione, torna a fare la voce grossa: oltre a ribadire che «ci sono troppo pochi vigili urbani in pattuglia in centro e nei quartieri», ispirandosi al candidato sindaco di Parigi Nathalie Morizet - che punta all’espulsione dei Rom «che molestano i parigini» - rilancia: «Il sindaco Manildo abbia il coraggio che aveva Gentilini», scandisce il capogruppo leghista ai Trecento Sandro Zampese. «Faccia una nuova, apposita ordinanza anti-accattoni che, appellandosi alla necessità di un provvedimento d’urgenza per motivi di sicurezza pubblica e urbana, come stabilisce la legge, vieti fisicamente l’ingresso dei mendicanti in tutto il territorio comunale, centro e quartieri compresi. Può farlo Manildo, sempre che abbia a cuore i trevigiani. Manildo dice che in giro oggi ci sono più vigili che ai tempi delle giunte Gentilini e Gobbo? Sarà, però mai come oggi la città è piena di accattoni che infastidiscono il prossimo. Evidentemente qualcosa non funziona. Come Lega, esprimiamo intanto la nostra solidarietà al signor Bianco».

E a portare la solidarietà del Comune all’anziano, ricoverato al Ca’ Foncello, è stato ieri il vicesindaco Grigoletto insieme all’assessore Cabino a nome del sindaco: «È stato un fatto tanto grave quanto isolato», dice Grigoletto, «La Lega ha poco da strumentalizzare: vigili in giro ce ne sono, ma è necessario che anche i cittadini collaborino». E lo stesso sindaco Manildo insiste: «L’aggressione di via Castelmenardo è un fatto isolato, ma certo non lo sottovalutiamo. Ho già parlato con prefetto e questore: il controllo sui mendicanti sarà ancor più capillare. Anche da parte nostra: a breve la polizia municipale si doterà di pattuglie che si sposteranno in bicicletta, per andare in aiuto degli aggrediti correndo velocemente nei punti in cui non passano le auto, e arrivando prima delle tradizionali pattuglie a piedi. Si vedranno comunque presto più vigili in giro. Ricordo inoltre che ho scritto al ministero per sollecitarlo a dotare Treviso di più agenti di polizia e carabinieri. E che insieme agli altri sindaci di capoluogo stiamo spingendo per avere le mani più libere di fronte a queste emergenze. Per il momento, però, possiamo affidarci solo al regolamento municipale, ossia reprimere solo l’accattonaggio chiaramente molesto. Ma alla sicurezza ci credo: per questo metteremo delle telecamere anche sulla Restera».

«È un intervento all’acqua di rose», replica ancora il leghista Zampese. «Con una apposita ordinanza, invece, si potrebbero tenere davvero alla larga i mendicanti o almeno punire severamente i recidivi. Oggi, invece, anche quelli multati più volte tornano tranquillamente a Treviso». E lo fanno, secondo quanto riferisce la polizia municipale, spostandosi principalmente in treno, provenienti da Mestre e Padova, quasi tutti di cittadinanza rumena, oppure vengono scaricati dal racket in punti come le Stiore, per mendicare soprattutto alle fermate semaforiche di Strada Ovest con viale Monfenera o Luzzatti, ma anche al grande incrocio del Panorama, nel parcheggio del quale si assiste invece al fenomeno parallelo dei mendicanti di origine africana, piuttosto insistenti con chi deve posare i carrelli. Ma essendo questi parcheggi perlopiù suolo pubblico, solo i vigili possono intervenire.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso