Il quartiere tra rabbia a paura «Ora siamo tutti più tranquilli»

I vicini dell’albanese: «Era un violento». Abitazione trasformata in moschea, continui i viavai

«In famiglia c’erano senz’altro violenze. E spesso. Un giorno è invece iniziato quel via vai di persone vestite di bianco e con le barbe lunghe. Abbiamo avuto paura e ci siamo insospettiti, evidentemente avevamo ragione». A parlare è una vicina di casa di Florian Saraci, il 32enne albanese espulso dall’Italia mercoledì, perché pericoloso per l’ordine e la sicurezza pubblica in quanto vicinissimo al fondamentalismo islamico.

la moschea

Siamo a Lancenigo di Villorba, lungo la provinciale che attraversa il centro della frazione, a due passi dalla chiesa parrocchiale. Qui, Saraci, era arrivato circa quattro anni fa: assieme alla moglie aveva acquistato un’abitazione al piano superiore di una villetta anni 60. Quella stessa casa che negli ultimi tre anni era stata trasformata: apparentemente prendendo le caratteristiche di una moschea. L’uomo, una volta che la moglie se ne era andata contestualmente alla separazione, vi aveva infatti lavorato personalmente, modificandone gli interni e parte dell’ingresso, dove si notano le mensole per le calzature ed i colori chiari con una fascia bianca tinteggiati da poco. Nel sottoscala, invece, attrezzi da lavoro, un giaccone e gli scatoloni di due stufe acquistate da poco. Sopra la porta è socchiusa ed i vicini dicono vi abiti tutt’ora qualcuno oltre all’uomo. Al campanello, però, non risponde nessuno. Nel primo pomeriggio di mercoledì, da qui, l’uomo è stato prelevato dalle Forze dell’ordine, prima dell’espulsione.

l’ex moglie

E ieri, quasi alla stessa ora, proprio in quella casa per alcuni momenti è rientrata l’ex moglie, assieme ad una parente. Non tornava qui da ormai due anni, dalla separazione. «Non parlo, non parlo» diceva scuotendo la testa mentre lasciava l’appartamento, accompagnata in auto perché in stampelle. A parlare sono però alcuni vicini di casa. Gli stessi che sentivano le violenze che avvenivano tra la coppia, tanto che Saraci era stato condannato per stalking, e che si erano poi accorti del profondo cambiamento avvenuto nell’uomo, notato anche nell’ambiente di lavoro, un’azienda della zona da cui si era licenziato a marzo dello scorso anno. «Inizialmente sembrava un ragazzo normale, poi tutto è cambiato: mi sembrava Maniero, faccia d’angelo, dietro a quel sorriso e a quel viso pulito c’era altro, innanzitutto molta violenza» racconta una vicina. Proprio queste violenze, quasi all’ordine del giorno, sarebbero state alla base oltre che della separazione anche della denuncia della donna per atti persecutori, scaturita nella condanna dell’uomo. Da quel momento, in casa, sino a quel giorno frequentata anche da altre persone oltre alla coppia, ma secondo le testimonianze dell’ambito familiare, sono arrivate persone mai viste prima.

le reazioni

«Da quando la moglie non era più con lui si è lasciato crescere la barba» aggiunge un’altra vicina, «Era sempre a casa e si muoveva di notte e qui arrivavano altre persone, a bordo di auto ed anche pulmini, con le tuniche, sia giovani che meno giovani: una situazione che ci ha messo paura». Un via vai di mezzi e uomini, sempre diversi, proseguito per quasi due anni e finito per aver insospettito i residenti della zona. E probabilmente anche le Forze dell’ordine. Negli ultimi due mesi, però, qualcosa era cambiato. «Ora siamo più tranquilli» è l’unica conclusione che si sentono di fare i vicini di casa.

Alessandro Bozzi Valenti

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