Il Pd attacca Conte «Pensi alla piazza piena non a inventare insulti»

«Il sindaco Conte dovrebbe portare più rispetto verso i suoi cittadini, anche per coloro che non la pensano come lui». A lanciare l’attacco a Mario Conte è Stefano Pelloni, capogruppo del Pd a palazzo dei Trecento, dopo che il sindaco domenica ha denunciato di essere stato offeso dal popolo delle sardine, al flash mob di sabato sera in piazza Borsa. «Le dichiarazioni di Conte lasciamo sinceramente senza parole», dichiara Stefano Pelloni, «crede di essere il Re Sole e che tutti i trevigiani girino attorno a lui, invece mi duole informarlo che la manifestazione era indirizzata verso altri temi. Nella piazza c’erano tanti trevigiani che la pensavano diversamente da lui, ma questo non significa che lo abbiano insultato. Deve cominciare ad accettare che qualcuno possa non avere le sue idee politiche». Lui stesso ha poi chiarito di aver saputo da terzi delle offese, e non di averle sentite in diretta: «È un’aggravante» dicono le opposizioni, «perché ha denigrato senza nemmeno sapere se fosse vero». Poi l’appunto: «Gli organizzatori trevigiani della manifestazione di sabato pomeriggio sono stati schedati nei siti online di estrema destra a livello nazionale», conclude il capogruppo del Pd, «più che fare l’offeso per insulti inesistenti, consideri i veri elementi preoccupanti dal punto di vista dell’intimidazione politica». Leone Cimetta, vice segretario provinciale del Pd, aggiunge: «Conte eviti gli attacchi strumentali e pensi a rappresentare tutti i cittadini. Le sue parole», incalza, «sono irricevibili: il messaggio di quella piazza, come di quelle di tutta Italia, è stato di tolleranza e rispetto. Impari a rispettare lui per primo, che da Pontida ha sparato a zero contro Manildo».

«Invece di interrogarsi sulle ragioni che hanno portato decine e decine di migliaia di persone in piazza, il sindaco di Treviso pensa solo a fare polemica strumentale inventando da assente presunti insulti», gli fa eco Giovanni Tonella, segretario cittadino del Pd, «Conte dimostra ancora una volta i motivi che hanno spinto a manifestare tutti quei cittadini». E Luigi Calesso, della Sinistra trevigiana, dice: «Non solo non ho sentito insulti contro Conte o Zaia ma, al contrario, ho notato a pochi metri dalle ultime file dei manifestanti un giovanotto che esibiva in modo provocatorio una maglietta verde con la scritta “Ruspe in azione”. Sembrava quasi che aspettasse di essere in qualche modo contestato. Ma non è accaduto». —

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