Il dg: «Esternalizziamo per assicurare i servizi Oggi non c’è alternativa»

TREVISO. «Sono stanco di ripetermi. Non riusciamo a trovare medici, li potremo assumere domani mattina ma non ci sono professionisti disponibili sul mercato che si fanno avanti. E questo non è colpa del direttore generale» sospira Francesco Benazzi, alla guida dell’azienda sanitaria trevigiana. Parole che suonano come una replica diretta al sindacato dei medici dirigenti Anaao-Assomed, tornato ad attaccare la cattiva programmazione sanitaria a livello locale, regionale e nazionale, nessuno escluso.
LA REPLICA
«Se l’Anaao mi trovasse i medici che mancano, in particolare ginecologi, anestesisti, pediatri, ortopedici, li prenderei subito a lavorare nei nostri reparti, visto che le risorse economiche non mancano. Se ciò si avverasse ringrazierei il segretario dell’Anaao Adriano Benazzato per essere riuscito nell’impresa di reperire medici, risolvendoci un grosso problema. Tuttavia, per ora, non ci resta che trovarli come possiamo, per garantire la continuità dei servizi» ribadisce Benazzi. Fuor di provocazione il tema della penuria di camici bianchi attanaglia le corsie ospedaliere e penalizza soprattutto i nosocomi “periferici”, meno appetibili sotto il profilo delle opportunità di carriera.
LA GALASSIA DELLE COOP
Riguardo la recente esternalizzazione delle guardie pediatriche e anestesiologiche per gli ospedali di Oderzo e Vittorio, Benazzi precisa che non è stato fissato un numero di medici “a chiamata” ma che gli esterni saranno inviati come jolly in appoggio ogni qualvolta verrà a crearsi un buco nell’organico di ruolo. Una strategia che già si era vista all’interno dell’azienda sanitaria trevigiana con i ginecologi “a gettone” al San Giacomo di Castelfranco, e con l’ipotesi di appaltare a una coop la gestione dell’Ospedale di Comunità da 30 posti letto che aprirà i battenti nell’ex padiglione di Malattie Infettive del Ca’ Foncello, per seguire i pazienti non autosufficienti dopo il ricovero. Già ora si contano una cinquantina di medici “esterni” dispiegati in tutta l’Usl di Marca per assicurare il funzionamento dei Pronto soccorso. Con la stessa modalità funzionano anche i punti prelievo. Un discorso a sé merita il trasporto sanitario che coinvolge 15 onlus. «Ben venga la loro presenza, che ci consente di essere tempestivi e capillari sul territorio» dice il dg Benazzi, aprendo sul welfare aziendale suggerito dalla Cgil.
WELFARE AZIENDALE
Il sindacalista Ivan Bernini della Cgil-Veneto ha infatti rimarcato l’importanza di investire nella conciliazione dei tempi di vita e lavoro per rendere più appetibile la sanità pubblica. Benazzi assicura: «Massima disponibilità a collaborare per favorire lavoratori e lavoratrici». —
V.C.
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