«Il bacino cambierà il territorio e c’è il rischio di smottamenti»

CROCETTA. «Vogliono fare una enorme cava di ghiaia là dove ora c’è quell’ecosistema prezioso costituito dalle Grave di Ciano». È una delle accuse lanciate l’altra sera a Crocetta nel corso dell’incontro organizzato dal Comitato per la tutela delle Grave di Ciano per contrastare il progetto di bacino di laminazione. In effetti il progetto preliminare parla di un invaso su una superficie di 5,5 chilometri quadrati, con una profondità media di 4 metri, per contenere 32,6 milioni di metri cubi d’acqua. Fatti due conti ciò comporterebbe l’escavazione di 17,4 milioni di metri cubi di ghiaia dove vengono fatte le casse di espansione e poco più di 3 milioni di metri cubi di ghiaia dall’alveo attivo del Piave. Un’escavazione che a Crocetta e dintorni vogliono evitare a tutti i costi, mettendo in guardia sui rischi che correrebbero i borghi a ridosso delle grave e anche le propaggini del versante nord del Montello: tra Piave e Montelo si trova infatti la grande ansa che la Regione vorrebbe trasformare in bacino di laminazione. Proprio i rischi per il territorio di Ciano e Crocetta evidenzierà lunedì in prefettura a Venezia la sindaco di Crocetta Marianella Tormena. «Le grave sono già un naturale sfogo per le piene del fiume», spiega infatti, «fare il bacino di laminazione vorrebbe dire far uscire le acque e riversarle nelle casse solo quando c’è il picco di piena modificando sostanzialmente l’andamento idrogeologico del fiume. Il bacino di laminazione comporterebbe una modifica radicale del territorio e a questo punto bisogna chiedersi quali rischi correranno i borghi che si affacciano sulle grave e quali mutamenti saranno provocati al Montello. Facile prevedere che possano esserci degli smottamenti e allora il mio dovere è innanzitutto pensare alla sicurezza della gente del mio comune che abita nelle zone a ridosso. Per proteggere le aree del basso corso del Piave devono trovare altre soluzioni, che esistono, non sacrificare un paese e una vasta area che è già una cassa di espansione naturale ogni volta che si verifica una piena». —
E.F.
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