Housing Treviso, Conte apre agli investitori: fondo ventennale con rendimento stimato al 4,5%
Il sindaco lancia gli Stati Generali dell’Abitare dopo il progetto “Abitare Treviso”: immobili comunali nel fondo dedicato

Il tema dell’abitare approda al centro dell’agenda politica cittadina. Da Roma, dove ha partecipato agli Stati Generali dei Piccoli Comuni promossi da Anci, il sindaco Mario Conte annuncia l’avvio degli “Stati Generali dell’Abitare”, un tavolo di confronto permanente dedicato alla casa che segue la presentazione del progetto “Abitare Treviso”.
«Proprio ieri abbiamo lanciato “Abitare Treviso”, un progetto innovativo che mette al centro le esigenze delle giovani coppie, delle persone che vivono da sole e di tutti coloro che vogliono costruire il proprio futuro nella nostra città», ha dichiarato il primo cittadino, ringraziando l’assessore all’Urbanistica Andrea De Checchi, il dirigente Roberto Bonaventura e gli uffici comunali per il lavoro svolto.
Case accessibili e fondo dedicato
Il piano nasce per rispondere a una delle criticità più avvertite negli ultimi anni: la difficoltà di acquistare o affittare un’abitazione a condizioni sostenibili. L’obiettivo è ampliare l’offerta e calmierare i prezzi attraverso strumenti fiscali e urbanistici, nuove sinergie pubblico-private e un fondo specifico destinato a immettere sul mercato opportunità immobiliari accessibili.
Dopo la presentazione ufficiale, il progetto ha già raccolto l’interesse delle associazioni di categoria e delle sigle sindacali. Da qui la decisione di strutturare una fase operativa stabile.
«Vogliamo aprire un tavolo di confronto che abbiamo scelto di chiamare “Stati Generali dell’Abitare” – ha spiegato Conte –. Siamo chiamati a servire i cittadini e il tema della casa rappresenta una delle emergenze che intendiamo affrontare con grande determinazione». Nei prossimi giorni sarà comunicata la data della prima convocazione, alla quale saranno invitati tutti i soggetti interessati a contribuire.
Le aree coinvolte e il fondo Housing
Il progetto “Abitare Treviso” individua già alcune proprietà comunali potenzialmente conferibili al fondo dedicato: terreni nei quartieri di Santa Bona, Monigo, Santa Maria del Sile e Canizzano; immobili come ex scuole; parte della Caserma Piave non oggetto di comodato (magazzini) e la palazzina dell’ex Caserma Salsa.
Secondo l’assessore De Checchi, il conferimento degli immobili rappresenta una leva strategica. «Grazie all’apporto patrimoniale degli enti locali e al coinvolgimento di investitori istituzionali, potremo attivare un volano ad altissima sostenibilità nel tempo, con una durata ventennale e una rendita di progetto stimata intorno al 4,5%. È un’operazione che coniuga interesse pubblico, rigenerazione urbana e accessibilità abitativa».
L’obiettivo dichiarato è costruire un percorso condiviso che trasformi l’emergenza casa in un piano strutturale, capace di incidere sul medio-lungo periodo e di rendere Treviso più attrattiva per giovani, famiglie e lavoratori.
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