Disturbi alimentari, l'esperienza di un papà: "Chiedete sempre aiuto"

In occasione dell'inaugurazione dei nuovi spazi del centro provinciale per i disturbi dell'alimentazione di Treviso, la voce di chi ha vissuto da genitore quest'esperienza e dei medici spiega perché l'ampliamento della sede di via Scarpa - qui l'articolo -non sia solo una questione di metri quadri, ma di nuove possibilità di rinascita. Nel video, Stefano Bettiol, vicepresidente dell'associazione L'Abbraccio, condivide il dolore e la speranza di un padre che ha visto la propria figlia di 17 anni scivolare nel labirinto del disturbo alimentare: "Voleva solo mettersi in forma, ma in poco tempo ha perso il controllo. Il problema è grave e travolge tutta la famiglia. All'inizio provi a risolvere da solo, ma la vera svolta è stata trovare chi ci ha dato una mano. Nel dubbio, chiedete sempre aiuto." Francesca Fontana, responsabile dell'unità operativa sui disturbi alimentari e della nutrizione, spiega la complessità clinica che si cela dietro il rifiuto del cibo, specialmente nei pazienti più piccoli: "Spesso il disagio si maschera da mal di pancia, nausea o assenza di appetito. Con i bambini è ancora più difficile perché non riescono a verbalizzare il dolore. Per questo ripartiamo dal corpo: la nostra nuova palestra serve proprio a questo, a integrare quella scissione tra mente e fisica che la malattia ha creato."

Di Andrea Dossi

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