Home-hotel e appartamenti: a un anno e mezzo dall’annuncio l’edificio è quasi pronto
L’attesa non dovrebbe durare molto, qualche mese. «Il cantiere degli interrati inizierà in autunno» dicono dai Mandelli, di lì si andrà a salire per le palazzine e le villette

Il restauro del complesso storico è completo: tetto, strutture, travature, giunti, nuovi pavimenti, impianti. Ci sono voluti due anni ma il traguardo è in vista.
Entro la fine dell’anno 2027 Bressan conta di tagliare il nastro della prima e più complicata fase del programma di riqualificazione del vecchio sito di archeologia industriale dismesso da decenni ed ora pronto a riaccendere le luci.
Ricettività e residenza
La destinazione dei vecchi edifici (sia il più grande palazzo, sia le strutture più piccole fronte Sile) è commerciale, direzionale, ricettiva e residenziale. Di un anno e mezzo fa l’annuncio che gran parte dell’ala est destinata a RTA è stata affidata in gestione ad da Oriana Homèl, realtà italiana specializzata nell’ospitalità temporanea, il cui nome vuole essere l’unione tra due concetti della ricettività: home, casa, e hotel.
«Luoghi in cui rimanere a lungo, come si fosse a casa» spiegano. Di qui spazi ricercati e arredati ad hoc, 21 appartamenti inseriti in una Residenza Turistica Alberghiera unica che su un progetto di Studio Matteo Thun & Partners.
Al fianco di questa ala turistica, il corpo principale suddiviso in appartamenti e uffici.
Alcune unità di grandi dimensioni sono già state opzionate e così altri spazi all’interno del complesso molitorio che a breve vedrà partire i lavori per la tinteggiatura della facciata e l’apertura dei nuovi fori approvati dalla Soprintendenza per dare luce alle sale che un tempo erano magazzini, ora camere, salotti, cucine, corridoi.
Idem per gli spazi residenziali ricavati negli immobili storici più piccoli, fronte fiume (gli ex alloggi degli operai quasi demoliti e ricostruiti pedissequamente).
La multinazionale
Top secret il nome della multinazionale che ha prenotato ben 1500 metri quadrati di uffici all’interno dei Mandelli. «Lì spazi per cento dipendenti» è l’unica cosa che trapela tra le mura del cantiere, se arriverà dall’estero, da Milano o da altri ambiti della provincia che conta e pesa (economicamente) è tutto da vedersi, per adesso «vietato fare nomi per accordi di riservatezza».
Forse qualcosa trapelerà in vista dell’inverno, quando si inizierà a parlare di arredamento e divisioni interne.
L’ente parco
Ai piani terra e primo dei Mandelli, a lato ovest della grande galleria che collega parcheggi e area verde interna con la Restera, ci saranno gli uffici dell’Ente Parco Sile in base a quell’accordo che già anni e anni fa definiva i Mandelli come la Porta d’acqua est del parco del Sile.
Gli uffici dell’ente avranno un affaccio di prim’ordine sul fiume e in uno dei contesti architettonici che ne hanno rappresentato la storia umana, sociale, economica.
Locali e aree verdi
La riqualificazione del Mulino storico prevede anche l’apertura di locali. Sicuramente un ristorante – che occuperà lo spazio più vicino al fronte est dell’immobile, e probabilmente anche un altro luogo di ristoro, forse proiettato all’interno, a servizio del parco e del via vai di turisti, ma anche trevigiani, residenti e clienti degli uffici.
«Sogno che i Mandelli diventino di fatto un nuovo quartiere di Treviso, sostenibile, vivibile, nel verde» aveva detto anni fa Bressan, patron di Garmont.
Il residence
Inutile nascondere il fatto che la rampa di lancio principale dei Mandelli, al netto dell’indiscusso fascino dell’archeologia industriale recuperata, sarà la realizzazione del residence: 36 unità abitative suddivise in diverse palazzine di massimo tre piani che comprendono appartamenti e ville bifamiliari.
Spazi che oggi non ci sono, e che nel momento in cui si inizieranno a intravedere e potranno entrare ufficialmente e realmente nel mercato immobiliare cittadino, daranno la misura di quanto “funzioni” il progetto oltre che respiro allo sforzo economico.
Sono tutti alla finestra, in attesa delle ruspe. L’attesa non dovrebbe durare molto, qualche mese. «Il cantiere degli interrati inizierà in autunno» dicono dai Mandelli, di lì si andrà a salire per le palazzine e le villette.
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